Strade, in Italia agli ultimi posti

L'istituto Tagliacarne di Roma analizza le infrastrutture. Peggio di noi Isernia, Sondrio, Grosseto, Potenza e Matera

Martedì 19 Aprile 2011, Belluno - Belluno quasi «Cenerentola» italiana per le infrastrutture.
Lo afferma il Sole 24 ore che pubblica i risultati di un'indagine dell'Istituto Tagliacarne di Roma. La provincia dolomitica si piazza al 78° posto in Italia quanto a dotazione infrastrutturale, che comprende non solo strade e ferrovie, ma anche reti telematiche e servizi per scuola e cultura. Il gap è piuttosto vistoso. Fatto 100 l'indice sintetico della dotazione infrastrutturale in Italia, Belluno può vantare soltanto un misero 48,8, mentre la prima, Varese, arriva a 249,7, Roma al 224,5, Firenze a 180,7. Belluno si piazza sestultima in Italia, peggio fanno Isernia (47,6), Grosseto (47), Potenza (44,3), Sondrio (43,8) e Matera, ultima con 42,7.
Un risultato poco edificante, quello della provincia, che conferma quanto già espresso da anni dalle associazioni di categoria e dalle organizzazioni sindacali in provincia. Il confronto è impietoso anche con le altre realtà vicine a noi: posto il fatto che non vengono conteggiate le province di Trento e Bolzano, nella graduatoria dell'Istituto Tagliacarne Venezia è 5^ con un indice di dotazione infrastrutturale dei 161,8, Padova 12^ con 130,2, Verona 16^ con 114,7, Treviso 31^ con 99,5, appena sotto alla media nazionale. Anche la polesana Rovigo fa meglio di noi, con un indice sintetico di 73,7. Belluno può "consolarsi" con i risultati delle aree montane a statuto ordinario: già visto Sondrio, penultima, anche l'altra provincia interamente montana del Piemonte, Verbano-Cusio-Ossola non le la passa molto meglio con un indice del 61,1. Insomma, Belluno paga la sua conformazione geografica e la sua posizione periferica rispetto alle aree più forti e centrali.
«Non sono delle novità, purtroppo - commenta l'assessore provinciale alle infrastrutture Ivano Faoro - questa è una provincia in cui si investe poco in infrastrutture perchè non vi è la convenienza economica. Tutto costa di più. Però - precisa l'assessore - credo occorra fare una distinzione. Vi sono aree del bellunese, in particolare la Valbelluna, meglio infrastrutturate rispetto alle aree dell'alta montagna. Come Provincia - dice Faoro - facciamo quel che possiamo, in particolare investendo sulle autostrade telematiche, la dorsale in fibra ottica e la banda larga. Quanto alle strade - dice Faoro -, forse avremmo qualcosa in più se non ci fossero frequenti alzate di scudi ogni volta che si prospetta una nuova opera».
Sulla carenza di infrastrutture riflette anche il segretario provinciale della Cisl Anna Orsini. «Non possiamo soltanto bearci sui parametri che ci mettono in vetta alle classifiche per la poca criminalità. Se guardiamo alle condizioni che ci consentono realmente di competere, siamo arretrati». Anna Orsini si appella alla politica. «La discussione sul federalismo dovrà necessariamente tenere conto anche delle perequazioni per le infrastrutture».