Storico sorpasso e rispetto al 2008 calano le previsioni di assunzioni entro fine anno
«Precari» i nuovi contratti. Ora le richieste sono sopratutto a tempo determinato
BELLUNO. Nel Bellunese dell'incertezza, a tirare l'economia - e creare qualche speranza di occupazione - sono i contratti a termine. Quella che alcuni anni fa era una tendenza, oggi - a fine 2009 - è una consolidata realtà. A Belluno, più che altrove, il lavoro è precario.
Rispetto all'anno scorso, le previsioni di assunzione entro il 31 dicembre sono quasi la metà: sono circa mille contro i 2.110 del 2008.
Se la matematica non è un'opinione, lo studio della Fondazione Leone Moressa su dati Excelsior Unioncamere conferma le impressioni di quest'ultima estate di passione.
Il precariato fa boom. La tipologia contrattuale richiesta per le nuove assunzioni vede uno storico superamento dei contratti a tempo determinato su quelli a tempo indeterminato.
Su cento nuove richieste di assunzioni, 44 sono tradizionali - quindi a tempo indeterminato - e 48 sono "precarie". La percentuale restante va in contratti di apprendistato. A Vicenza, per esempio, il rapporto è stravolto a vantaggio dei contratti a tempo indeterminato: 49 contro 35.
Alta stagione. A salvare l'occupazione bellunese è il lavoro stagionale, soprattutto nel comparto turistico-alberghiero. Lo stesso discorso vale anche per le province di Trento e Bolzano, dove però la variazione percentuale di nuove assunzioni non stagionali è molto meno drammatica rispetto alla nostra.
Le assunzioni stagionali tra le Dolomiti nostrane sono aumentate, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, del trenta per cento. Ma il numero deve essere contestualizzato: molti lavoratori espulsi come indeterminati potrebbero rientrare come precari.
L'istruzione. Ma il quadro non è del tutto nero: a Belluno c'è domanda di professioni tecniche. Una vecchia storia più volte rilanciata dall'associazione industriali. Ma ogni provincia ha i suoi vuoti: a Pordenone e Verona mancano professionisti della vendita e dei servizi per le famiglie.
Più richieste per gli over 30. Altro capitolo, quello dell'età richiesta. A Belluno hanno più appeal gli over 30 rispetto ai giovani al di sotto dei 29 anni.
Su cento richieste di assunzione, 28 riguardano i primi, 29 i secondi. Per le restanti 42 richieste - e questo sempre a livello statistico - l'età non è affatto un fattore rilevante.
Da questo punto di vista, la nostra provincia è quella meno "giovanilista": più che all'età, infatti, gli imprenditori nostrani guarderebbero con maggiore attenzione alle competenze
Cristian Arboit