Stop Caporalato. Una ricerca per analizzare il fenomeno
Sabato 26 Febbraio 2011, Padova - (M.Zi.) Padova è distante da Rosarno, ma l'attenzione sulla regolarità del mercato del lavoro deve restare alta. È il messaggio che lancia la Cgil con la campagna "Stop Caporalato", indetta a livello nazionale da Fillea (che raggruppa i lavoratori del legno e gli edili) e Flai, per il settore agro alimentare. In provincia di Padova l'appuntamento è per il primo marzo, con il convegno alla Camera di Commercio cui parteciperanno i segretari nazionali di Fillea, Moulay El Akkioui, e Flai, Mauro Marchesi, oltre agli esponenti della Cgil padovana. A discutere del tema anche associazioni datoriali, con Luigi Ometto per l'Ance e Claudio D'Ascanio, presidente Cia, e istituzioni con Roberto Parrella della Dpl, gli assessori al lavoro di Provincia, Barison, e comune, Zan, e l'onorevole Naccarato. «Anche in provincia di Padova siamo a conoscenza di situazioni di sfruttamento del lavoro nero - nota Andrea Gambillara, segretario provinciale Flai - Per questo partiremo con una ricerca articolata alla scoperta del fenomeno». I dati nazionali parlano di 400 mila lavoratori "sotto caporale" in agricoltura, con un'incidenza del fenomeno che anche a nord arriva al 30%. «I lavoratori migranti - sottolinea Alessandra Stivali, della segreteria provinciale - sono particolarmente ricattabili in questo senso. Noi seguiamo attualmente il caso di 11 lavoratori della provincia vittime di sfruttamento, ma anche di minacce e aggressioni». «Abbiamo proposto un disegno di legge - conclude il segretario provinciale della Cgil, Andrea Castagna - perchè il «caporalato» diventi un reato. Oggi in Italia è punito semplicemente con una sanzione amministrativa, di 50 euro per ogni lavoratore».