Stipendi sbagliati da anni L’Ira chiede i soldi indietro
Errata interpretazione del contratto: partite 500 lettere ai dipendenti Da pagare fino a 5 mila euro, sindacati sul piede di guerra
Straordinari pagati fino al 2008
Aran (agenzia rappresentanza negoziale pubbliche amministrazioni), dipartimento della Funzione pubblica e parte della giurisprudenza considerano inapplicabile nei confronti dei turnisti l'articolo 24 del contratto di lavoro delle autonomie locali, che prevede che l'attività prestata in un giorno festivo infrasettimanale dia titolo a equivalente riposo compensativo, oppure al compenso per lavoro straordinario. Fino al 2008 però in tutto il Veneto le Ipab hanno pagato straordinari a tutto il personale turnista che ha lavorato durante le festività. Scoperto l'errore interpretativo, gli enti interessati stanno ora correndo ai ripari per evitare il danno erariale, ma a pagarne le spese per ora sono solo i dipendenti. Per questo hanno annunciato la protesta
«Spiacenti, dovete ridarci parte dello stipendio percepito tra 2000 e 2008». L'Ira, istituto di riposo per anziani, in questi giorni ha recapitato oltre 500 lettere ad altrettanti dipendenti in cui sollecita il personale turnista, per lo più infermieri ed operatori sanitari, a restituire il compenso percepito per il lavoro festivo infrasettimanale. Somme che variano dai tremila ai cinquemila euro, frutto di giorni di Natale, Capodanno e Pasqua passati in corsia. All'origine del cortocircuito stipendiale, un'errata interpretazione di un articolo del contratto nazionale di lavoro delle autonomie locali, che in Veneto si applica anche al personale delle case di riposo. Ora, a rendere più stringente il recupero crediti da parte delle Ipab, una denuncia alla magistratura (inviata a tutte le procure del Veneto) nella quale viene posto l'accento sul presunto ritardo nel recupero da parte degli enti delle somme indebitamente erogate ai dipendenti a causa dell'errata applicazione del contratto. La polizia giudiziaria ha avviato le indagini, partendo dagli istituti di riposo della città del Santo. Le Ipab si trovano tra incudine e martello: da una parte i propri dipendenti cui devono chiedere di restituire migliaia di euro, dall'altra il rischio di essere accusati di danno erariale. L'Ira circa un anno fa aveva tentato di procedere al recupero crediti, ma le lettere in quell'occasione furono rispedite al mittente, con tanto di diffida da parte del sindacato. Oggi l'Ipab di piazza Mazzini torna all'attacco, affiancata da altri istituti del Veneto.La Uilha lanciato l'allarme: D'Emanuele Scarparo (segretario regionale Uil Fpl) ha dichiarato lo stato di agitazione nelle case di riposo venete: «Chiediamo l'intervento immediato della Regione. Noi siamo disponibili a porre in essere una trattativa volta a risolvere un problema che coinvolge migliaia di lavoratori in tutto il Veneto. Lavoreremo insieme alle altre sigle sindacali per porre fine ad una questione che si trascina da anni, ma che in questi giorni sta subendo un'improvvisa accelerata». L'Ira ha fatto partire le lettere: «Eventuali trattamenti riconosciuti ai lavoratori sulla base di errori interpretativi costituiscono un indebito. Alla luce di quanto sopra abbiamo l'obbligo di invitarla a restituire le somme percepite». Anche i sindacati padovani sono sul piede di guerra: «Giovedì _ sottolinea Stefano Tognazzo, segretario generale Uil Fpl Padova _ parteciperemo con Cgil e Cisl all'assemblea indetta all'Ira dalle Rsu: i dipendenti sono in pieno allarme». Fabiana Pesci