Stipendi, alle donne buste paga più leggere del 15%

Stipendi, alle donne buste paga più leggere del 15%
VICENZA- Gli stipendi delle donne? A parità di ruoli, in Veneto sono in media più bassi del 15,5% rispetto a quelli degli uomini. Lo dice un'indagine della Cisl di Vicenza, che ha analizzato da fine 2008 a oggi 11.009 rapporti di lavoro su scala regionale. Il divario è più alto rispetto al dato nazionale (-11,9%) e varia di provincia in provincia: la più virtuosa è Padova, con una variazione di 13,5 punti, la più discriminata è Rovigo, con un -22,4%. E con un focus su Vicenza, emerge come la disparità aumenti in parallelo al titolo di studio: se un uomo laureato, quadro o dirigente, ha uno stipendio di 48mila euro, per una donna nella stessa posizione lo stipendio medio è di 31mila euro (-36%); il divario scende sotto il 10% per chi ha solo la scuola dell'obbligo.
«La parità rimane ancora un obiettivo - riassume Luigi Copiello, segretario della Cisl di Vicenza -. I dati ci dicono che le donne partono con un handicap del 10%, che con il tempo il divario aumenta e che la crescita professionale e retributiva viene frenata fra i 30 e i 50 anni, soprattutto nell'industria e nella media e grande azienda. È un problema per sindacato e imprese: si stanno sottoutilizzando risorse importanti, spesso altamente qualificate». Oltre a Padova, mostrano una situazione migliore rispetto alla media regionale anche Verona (-14,6%) e Treviso (-14,8%). Va male Vicenza, dove lo stipendio medio di un dipendente uomo è di 28.576 euro contro i 24.641 delle donne (-16%); ancora peggio Belluno (-17,2%), Venezia (-18,8%) e Rovigo.
A Vicenza, poi, dove sono stati esaminati 3.627 contratti, l'analisi è stata più approfondita. A pagare di più la disparità sono le impiegate: hanno uno stipendio più basso del 20,2% (25.367 euro contro 30.500 annui); meno penalizzate le operaie, con un -14%. La differenza si aggrava al crescere della qualifica: si passa da un -10,2% con la scuola dell'obbligo, al -17,2% dei diplomati, al -22% per la laurea di primo livello; in questo caso vuol dire 25.882 euro contro 31.571. Fra i laureati di secondo livello, quadri e dirigenti, la differenza è del 36%. Il divario cresce all'aumentare dell'età: sotto i 30 anni è dell'11,1%, fra i 31 e 40 anni del 14,8%, sotto i 50 del 22,2%.

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