Stazione chiusa anche a Belluno. «Chisso presenti le dimissioni».  Un'impiegata si ammala, il servizio va in tilt: disagi e proteste

Stazione chiusa anche a Belluno. «Chisso presenti le dimissioni».  Un'impiegata si ammala, il servizio va in tilt: disagi e proteste
BELLUNO - Dopo quella di Feltre, anche la biglietteria di Belluno si è vista costretta a chiudere i battenti: viaggiatori sotto choc, mentre in Regione monta il caso politico, con il consigliere dei Comunisti Italiani Nicola Atalmi a chiedere le dimissioni dell'assessore alla Mobilità Renato Chisso e quest'ultimo ad attaccare Trenitalia.
Amara sorpresa ieri pomeriggio per i viaggiatori in partenza da Belluno. Arrivati in stazione, infatti, hanno trovato le porte chiuse ed un semplice un cartello scritto a mano ad attenderli: «Si informano i viaggiatori che il giorno 10 luglio 2009 la biglietteria sarà aperta dalle ore 5.50 alle 13.50». Inutile usare le macchine automatiche, entrambe rotte, mentre l'edicola poco lontano vende solo biglietti a breve percorrenza. In un primo momento è salita la rabbia, poi la disperazione almeno fino a quando dalla cabina esterna affacciata ai binari un ferroviere in tutt'altro affacendato ha fatto sapere che «la biglietteria è chiusa perché manca personale, ma si può sempre fare il biglietto sul treno: nessuno vi farà la multa».
A spiegare meglio cosa sia successo, è Lino Di Sano, sindacalista della Uil: «L'altro ieri sera - spiega Di Sano - la ferroviera che doveva coprire il turno pomeridiano è stata ricoverata in ospedale: nessuno poteva sostituirla, e gli uffici di Venezia hanno deciso per la chiusura. Non è possibile lavorare con personale appena sufficiente a coprire i turni: senza un ferroviere 'di scorta' bastano le ferie o una malattia improvvisa a mandare in tilt il servizio. Ora basta, vogliamo che il tavolo interprovinciale con Treviso venga riattivato al più presto».
Nelle stazioni bellunesi è il secondo giorno di fila che qualcosa va storto, nonostante le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, che aveva diffuso le rassicurazioni di Trenitalia, secondo cui, durante l'estate non ci sarebbero state chiusure. Già giovedì il consigliere regionale del Pd, Guido Trento, ha presentato un'interrogazione urgente per chiedere un tavolo regionale aperto agli enti locali.
Ieri la replica di Chisso: «Sono arrabbiato nero con Trenitalia: visto quello che succede alle stazioni di Feltre e Belluno, o c'è un'epidemia, oppure qualcosa non va nell'organizzazione del lavoro, se un malessere non imprevedibile costringe a chiusure, smentite formalmente solo qualche giorno fa. Qualcuno mi dovrà spiegare. Dispiace poi - conclude Chisso riferendosi a Trento - che ci sia chi coglie queste occasioni un po' disgraziate per finire sui giornali».
Ma a rincarare la dose è il consigliere regionale dei Comunisti italiani, Nicola Atalmi: «Chisso non autorizza il tavolo con gli enti locali solo perché a Trenitalia dice una cosa, mentre ai sindacati e ai pendolari ne dice un'altra. Il responsabile del contratto fra Regione e Trenitalia è lui dunque o Chisso annulla il contratto e ne fa un altro, oppure deve dimettersi ».
Elena Placitelli

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