Statuto, la linea è compatta
Statuto, la linea è compatta
BELLUNO. Si conclude lunedì, con la tappa bellunese, il giro di consultazioni territoriali promosso dalla commissione Statuto regionale, prima di avviare la scrittura della nuova bozza di carta statutaria. Lunedì mattina i 23 consiglieri regionali della commissione guidata da Carlo Alberto Tesserin, saranno a Sedico, a Villa Patt, ospiti dell'amministrazione provinciale, dove incontreranno i rappresentanti della Provincia, dei Comuni e delle Comunità montane, delle associazioni e delle categorie e economiche del territorio. Ieri, però, c'è stata una serie di incontri preliminari a Palazzo Piloni. Il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin ha visto le categorie economiche (associazioni imprenditoriali e sindacati), il mondo del volontariato, i sindaci e le Comunità montane, proprio per preparare l'appuntamento di lunedì. L'intenzione era quella di arrivare al confronto con la commissione Statuto con una posizione compatta, riassumibile dal presidente, fatto salvo che a Villa Patt chiunque potrà intervenire. In sostanza Bottacin è stato investito del ruolo di "portavoce degli interessi bellunesi" nei rapporti con la commissione. Diversi gli argomenti presi in considerazione, perché se è vero che la specificità resta al centro degli interessi bellunesi, lo Statuto regionale contiene anche altri principi generali importanti, senza dimenticare il regolamento del consiglio regionale. «Per noi il punto di partenza», dice Bottacin, «è l'articolo sulla specificità scritto nella bozza della passata legislatura e condiviso da tutta la maggioranza. Quello che ci interessa è che vengano riconosciuti l'autonomia amministrativa degli enti locali e la specificità bellunese con le necessarie risorse». Oltre che di specificità, con la commissione Statuto si parlerà anche di rappresentanza delle minoranze linguistiche, nuova legge elettorale e sviluppo economico. «Gli imprenditori», prosegue Bottacin, «chiedono di rendere più rapido l'iter per la formazione delle leggi regionali e questo aspetto riguarda il regolamento d'aula. Io ritengo opportuno mettere nero su bianco la necessità di intervento specifico, da parte della Regione, nei territori colpiti da squilibrio socio economico, un principio generale che può interessare tutti». I concetti condivisi ieri e affidati al presidente comprendono: la richiesta di forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa per gli enti locali interamente montani, con richiamo esplicito alla provincia di Belluno. Inoltre si chiede il riconoscimento della specificità degli enti locali montani, collegata a risorse aggiuntive attraverso un fondo perequativo e il calcolo del costo standard "corretto" con aumenti in montagna. I bellunesi chiedono anche agevolazioni fiscali e sburocratizzazione
Irene Aliprandi