Stasera iniziativa regionale. Gli iraniani residenti in Veneto scendono in piazza Ferretto contro la repressione

Martedì 23 Giugno 2009, Venezia - Una manifestazione per l'Iran democratico. Questo lo slogan scelto dagli organizzatori dell'iniziativa in programma questa sera alle 21 in piazza Ferretto. Il Comitato promotore, che si è costituito in maniera spontanea sull'onda della preoccupazione per le sorti dei congiunti rimasti in patria, dà voce all'angoscia e alla rabbia degli iraniani residenti in Veneto. Sono 530 se ci si limita al numero dei permessi di soggiorno rilasciati nella nostra regione. Molti di più se si contano anche coloro che hanno richiesto e ottenuto la cittadinanza italiana. Come ad esempio Reza Rashidy, architetto, da trent'anni in Italia, che vive a Mestre ed è fra i referenti del comitato.
«Oltre a sentirci iraniani ci sentiamo anche italiani ed è per questo che stasera ad aprire la mobilitazione sarà l'inno di Mameli seguito da quello iraniano. Vogliamo così sottolineare - spiega Rashidy - il legame che ci unisce e che unisce i due Paesi all'insegna di quello spirito democratico che fa da collante in Italia e per difendere il quale i nostri connazionali stanno lottando in Iran a costo della propria vita».
«Quella scatenata dalle milizie paramilitari Basiji legate alla fazione di Ahmadinejad - continua Rashidy - è una repressione feroce e spietata, con pestaggi e uccisioni dei manifestanti pacifici e non violenti, allo scopo di soffocare la legittima protesta di milioni di giovani, uomini e donne che vedono defraudati i loro voti. Dieci giorni consecutivi di protesta con centinaia di morti, migliaia di arresti e innumerevoli feriti, molti dei quali cercano riparo nelle ambasciate straniere per curarsi ed evitare le persecuzioni, fanno presagire scenari ancor più funesti. La brutalità della repressione - sottolinea Rashidy - trae la sua forza anche dall'inerzia dell'opinione pubblica, delle istituzioni internazionali e dei governi occidentali».
Di qui la decisione di scendere in piazza anche a Mestre: «Gli iraniani residenti in Veneto che vivono questi eventi con grande apprensione rispondono all'appello della società civile iraniana organizzando una manifestazione trasversale alla quale desiderano vivamente invitare tutti i loro concittadini veneti allo scopo da un lato di esprimere la propria solidarietà al popolo iraniano impegnato in questo momento in una dura lotta per l'affermazione e la difesa dei propri diritti ivi compreso il diritto di elezioni libere e trasparenti, dall'altro - conclude Rashidy - sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica su quanto sta avvenendo in Iran per promuovere la pressione internazionale sull'attuale governo di Armadinejad e fermare la carneficina contro chi manifesta pacificamente per la libertà e la democrazia».
Numerose le adesioni formali e informali all'iniziativa, tanto di singoli cittadini, quanto di organizzazioni sociali e forze politiche trasversali: fra le altre segnaliamo, Comune di Venezia, Caritas, Pdl, Pd, Partito socialista, Rifondazione comunista, Sinistra e libertà, Cgil, Cisl e Uil. Sul palco si alterneranno gli interventi dei rappresentanti degli iraniani democratici, nonché dei vari aderenti, seguiti da documentari filmati che raccontano quanto sta realmente accadendo con la musica dal vivo di un gruppo iraniano.

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