Spiagge venete all'asta. Le vuole il Sud.
Dalla Sicilia già presentate offerte per una ventina di concessioni sulla costa a Caorle e Jesolo Confesercenti: «Migliaia di imprese a rischio» . Il sindacato balneari: «Pericolo infiltrazioni»
VENEZIA- E' iniziato l'assalto del sud Italia alle spiagge del Veneto. Nel 2015 entrerà in vigore la direttiva europea «Bolkestein» , che prevede l'assegnazione delle concessioni demaniali attraverso bandi di evidenza pubblica. Ciò significa che qualsiasi società italiana o estera potrà gestire tratti di arenile e chioschi su aree demaniali. Il tutto con proprio personale, probabilmente in sostituzione dell'attuale. In Veneto è allarme rosso per istituzioni e associazioni di categoria. «Migliaia di imprese e di addetti a rischio» , tuona Confesercenti, mentre il Sindacato italiano balneari (Sib) guarda al governo e lancia un monito: «C'è il pericolo di infiltrazioni malavitose con questo metodo di assegnazione delle concessioni» . Il primo caso tangibile dello scenario che si prospetterà nel 2015 si registra già ora a Caorle, dove il Comune ha bandito l'assegnazione di sei nuove concessioni sull'arenile: quattro nella zona di Falconera e due sulla spiaggia di Levante. Alla gara pubblica, al rialzo ma con l'assegnazione previo punteggio stabilito da un regolamento comunale, ha partecipato una società di San Benedetto del Tronto la cui proprietà, secondo indiscrezioni, sarebbe siciliana. Quanto basta per scatenare una sollevazione popolare, perché qui quasi tutto il litorale è gestito dal «Consorzio Arenili» , società costituita da albergatori, Comune, commercianti, insomma dalla stessa città, che rischia di perdere un pezzo della propria spiaggia. «Considerato che qui ci lavora la comunità di Caorle, che in sei anni abbiamo investito 4 milioni di euro e che stiamo sostituendo le passerelle sull'arenile, benchè compito del Comune, questa società andrebbe tutelata in tutti i modi» , dice Giampiero Berardo, presidente del Consorzio Arenili. Forse non è un caso che da vari giorni una commissione comunale stia lavorando per assegnare i nuovi tratti di arenile senza arrivare ad una conclusione concreta. Anche perché, qualora l'assegnazione andasse alla società di San Benedetto, il Consorzio Arenili farebbe ricorso. Un paradosso: significherebbe per il Comune (proprietario al 10%) fare ricorso contro se stesso. A Jesolo intanto la «Brothers srl» di Taranto ha presentato 15 domande di partecipazione per la gestione di 3 consorzi arenili e 12 chioschi (tra cui il noto «Terrazza mare» ). In questo caso, trattandosi di rinnovo e non di nuove concessioni, il Comune sulla base della proroga dei bandi al 2015 concessa da Stato e Regione, ha potuto archiviare le domande. La società di Taranto ha richiesto una sospensiva al Tar, che l'ha respinta: tutto è rinviato al 2015. Che fare nel frattempo? Il segretario generale del Sib, Pietro Gentili, qualche giorno fa ha allertato gli associati veneti con un'e-mail: «La commissione d'inchiesta anticamorra per la Campania sottolinea il pericolo delle procedure di evidenza pubblica per le imprese balneari, che potrebbero rivelarsi obiettivo primario per il riciclaggio di denaro sporco da parte della malavita organizzata» . Il 13 aprile Pdl, Pd, Udc e Idv hanno presentato in Senato quattro mozioni volte ad avviare una deroga alla direttiva «Bolkestein» : un modo per cercare di difendere gli attuali gestori di concessione. A livello locale ognuno cerca di difendersi come può. A Jesolo vari consorzi arenile potrebbero unirsi a breve, perché in un'eventuale gara la gestione di vaste aree di arenile limiterebbe la concorrenza. Non a caso il rinnovo della concessione per la Bibione spiaggia (gestisce tre quarti dell'omonimo arenile) non ha avuto concorrenti. «Mi auguro che sia gente del posto a gestire le nuove concessioni e quindi il Consorzio Arenili, è ovvio che però dobbiamo rispettare la legge, quindi la regolare assegnazione mediante bando- commenta il sindaco di Caorle, Marco Sarto -. Potremmo agire sul regolamento della gestione per garantire la qualità del servizio» . «Vanno tutelate le persone che finora hanno investito milioni di euro sulle spiagge e dato lavoro ai locali- chiosa il sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara -. Stiamo cercando di predisporre un regolamento ad hoc» . «Perdere il consorzio significa perdere anni di investimenti e di fatiche, dagli ombrelloni ai giochi per bambini- osserva il presidente mandamentale di Confcommercio, Angelo Faloppa-. I nostri non sono stabilimenti finalizzati al profitto come quelli di Rimini, sono concessioni funzionali in gran parte alle camere d'albergo. Non c'è speculazione, non è giusto cancellare in un colpo solo gestori che lavorano da anni con competenza e professionalità» . Mauro Zanutto