Speedline, ultimatum ai lavoratori E i sindacati sono sul piede di guerra
SANTA MARIA DI SALA. «Sopravvivenza di Speedline subordinata al rapido miglioramento del prodotto». Con queste parole, contenute in un comunicato interno fatto circolare in azienda, Ronal ha dato il suo ultimatum ai lavoratori. I sindacati sono sul piede di guerra. Ieri hanno incontrato il sindaco Paolo Bertoldo, denunciando l'ennesimo colpo di mano della multinazionale svizzera, il 22 febbraio torneranno a Roma, al Ministero dello Sviluppo. «Dopo aver disatteso l'impegno sugli investimenti e aver esportato negli altri siti europei la tecnologia italiana - attacca Gianni Fanecco, segretario generale di Fim-Cisl - Ronal sta spostando la verniciatura nello stabilimento tedesco di Landau. Hanno prima impoverito Speedline e ora ne subordinano la sopravvivenza al miglioramento della qualità del prodotto: di fatto Ronal si sta di fatto costruendo un alibi per chiudere a Santa Maria di Sala». Per i sindacati è un inaccettabile. «Quando Ronal acquisì Speedline - prosegue Fanecco - disse che bisognava produrre 1 milione e 200 mila ruote con la tecnica del flow-forming e altre 300 mila ruote tradizionali all'anno di alta gamma. Nel contempo spiegò che occorreva investire nello stabilimento. Invece finora ha gradualmente decentrato tutta la produzione di ruote di alta gamma tradizionali e avviato a Landau la produzione delle ruote flow-formate che dovevano restare mission di Speedline». A fine 2009 i sindacati hanno denunciato il rinvio da parte di Ronal di qualsiasi investimento, con la conseguente riduzione dei volumi produttivi e nuovi cicli di cassa integrazione. Pochi giorni fa l'azienda ha fermato due linee su tre nel reparto verniciatura, trasferendole a Landau, dove è stato realizzato un moderno impianto. «Circolano voci - rivela Fanecco - che Ronal voglia omologare lo stabilimento tedesco per la produzione di cerchi Porsche e Audi, oggi esclusiva di Speedline. Nel frattempo Audi ha rifiutato 1.600 ruote per ragioni di non conformità». Produzione salese, ma verniciate a Landau. «Così - attacca Fanecco - non solo non si sono ridotti i costi, ma si è screditata Speedline a vantaggio di Landau. Temiamo che già da tempo Ronal abbia deciso di farci fare la fine del suo stabilimento francese, spogliato della parte sana, per poi procedere al licenziamento di tutti i dipendenti».
Filippo De Gaspari