Speedline, profondo rosso Passivo da 10 milioni. Lavoro L'azienda: tagliare le buste paga
Venerdì 4 Febbraio 2011, Venezia S.MARIA DI SALA - Speedline, passivo da 10 milioni di euro.
Investimenti, produzione limitata ai prodotti ad alta tecnologia, personale specializzato e qualificato: tutti sforzi che per il momento si sono rivelati insufficienti. Il flusso di cassa dell'azienda di Tabina, il risultato cioè della sommatoria tra costi e introiti, è ancora fortemente negativo. Lo diceva l'amministratore unico di Speedline, Fabio De Angelis, ancora qualche mese fa, quando specificava che lo stabilimento perdeva circa un milione di euro al mese. Cifre che avevano fatto vacillare il gruppo elvetico Ronal, proprietario del marchio, sull'opportunità di continuare a mantenere lo stabilimento salese tra le proprie file produttive. Il consuntivo verrà ultimato tra poco più di un mese, ma i dati annunciati dall'azienda ai sindacati non sono incoraggianti: si parla di un deficit di circa dieci milioni di euro. Un "buco" relativo solo ai flussi di cassa, e il debito totale probabilmente è una cifra ben più sostanziosa.
«Il problema sono i costi - spiega Gianni Fanecco, segretario della Fim Cisl Venezia -. L'energia e il gas in Italia costano il 30-40 per cento in più che in altri Paesi. E i prezzi dei cerchi di Speedline, anche se di altissima qualità, per vari motivi non possono essere adeguati al loro valore in questo momento. Questi paletti creano una forbice inevitabile». Sulla qualità dei prodotti Speedline c'è poco da discutere. Parola dei clienti illustri, su tutti Porche e Audi, che hanno classificato lo stabilimento salese come il più affidabile per quanto riguarda la qualità. L'efficienza, però, costa. E non viene ripagata da un mercato dei prezzi decisamente a sfavore di Speedline.
In più, adesso lavoratori e sindacati hanno un'altra spada di Damocle sulla testa: Ronal ha confermato di aver avviato le trattative per l'acquisizione della Bbs Wheels, concorrente di Speedline che produce i cerchi per la Formula 1. Il marchio tedesco, andato in fallimento, presto dovrebbe diventare il nuovo acquisto di casa Ronal. Ci sarà posto per due aziende "fotocopia" nello stesso gruppo? La paura c'è, anche perché Ronal sa che in Germania i costi di produzione sarebbero più contenuti. Il primo passo per risolvere i problemi l'azienda l'avrebbe fatto proponendo ai sindacati, ancora una volta, di applicare solo il contratto nazionale del lavoro per i dipendenti Speedline. «La soluzione non si trova mettendo mano alle buste paga dei lavoratori - continua Fanecco - aspettiamo la riconferma degli impegni dell'azienda, con l'applicazione, almeno in parte, degli investimenti previsti dal piano industriale».
Davide Tamiello