Speedline, la nube annulla il vertice
SANTA MARIA DI SALA. La nube di cenere del vulcano islandese annulla il vertice romano sulla Speedline. Ancora un rinvio per il tavolo sindacale col governo e futuro sempre più incerto per i 530 lavoratori in forze allo stabilimento di Tabina. Oggi alle 15, gli svizzeri di Ronal e i sindacati erano attesi al faccia a faccia decisivo, dopo il nulla di fatto di 20 giorni fa. L'emergenza che sta mettendo in ginocchio l'Europa, con la chiusura dello spazio aereo di mezzo continente, ha impedito agli svizzeri di organizzare il volo per Roma, dov'erano attesi al Ministero dell'Industria. Amaro il commento dei sindacati: «Ci mancava solo il vulcano» afferma Gianni Fanecco, segretario generale di Fim-Cisl Venezia. Cause di forza maggiore, che non mancano però di far aumentare la preoccupazione per le sorti dell'azienda. Anche perché le risposte erano attese ancora a marzo. Allora però i rappresentanti del gruppo elvetico non si erano presentati, nonostante i sindacati fossero scesi a Roma con 300 lavoratori al seguito vestiti da polli, per protestare contro la volontà di Ronal di delocalizzare la produzione. Al governo le parti sociali avevano ribadito la volontà di costringere Ronal a presentare un piano a lungo termine, che si avvicinasse il più possibile a quello presentato ai tempi dell'acquisizione di Speedline. Oggi le notizie restano poco incoraggianti. Dopo il trasferimento della produzione di sei codici di ruote Audi a Landau, in Germania, è arrivata anche la notizia della delocalizzazione dei cerchi per Corvette in Messico. Ronal insomma continua a contenere la crisi spostando la produzione nei suoi stabilimenti dove la manodopera costa meno. Oggi svizzeri di nuovo impossibilitati a raggiungere la capitale per un chiarimento. Fanecco, deluso, non si risparmia: «C'erano anche treni e autostrade - afferma - parliamo della Svizzera, non dell'altro capo del mondo». La nuova data dell'incontro si conoscerà solo oggi.
(Filippo De Gaspari) /