Speedline in bilico, Roma amara. Ronal non si presenta al Ministero. Trasferite in Messico altre produzioni

SANTA MARIA DI SALA. Si sono vestiti da pollo, oppure da santi con la barba e hanno gridato «No alla Ronal» i circa 300 lavoratori di Speedline di Santa Maria di Sala, scesi ieri a Roma, dopo un viaggio durato tutta notte, per l'incontro al ministero dello Sviluppo economico. Hanno addirittura mostrato una bara, per far vedere a tutti che la loro fabbrica sta morendo.
Ma quello che sono riusciti a portare a casa, è solamente il rinvio al 19 aprile del faccia a faccia tra le parti, con la svizzera Ronal che non si è nemmeno presentata al tavolo ma ha fatto capire, attraverso i suoi delegati, quali sono le intenzioni sul sito di Tabina: ridurre al massimo. Ieri è arrivata la notizia che la produzione esclusiva delle ruote per la Corvette sarà trasferita in Messico e si tratta del secondo brutto colpo dopo quello di inizio mese, quando lo stesso è stato fatto per Audi, con lo spostamento a Landau in Germania. Inoltre il gruppo elvetico ha fatto capire che il piano per i prossimi dodici mesi prevede dei tagli produttivi non da poco, con un calo quasi immediato di operai da 530 a 470 e per il futuro, esternalizzando alcuni servizi, arrivare a quota 250. Il che significa più che dimezzare l'attuale forza lavoro. In pratica sta sucedendo esattamente quello che tutti temevano: Ronal ha acquistato la Speedline solamente per poter acquisire il suo «know how», cioè per avere le produzioni esclusive e segrete, e trasferirle altrove. Sono le leggi del capitalismo. Finora il governo è rimasto a guardare. Ieri, e questa è l'unica notizia positiva della giornata, si è detto contrario a questa ipotesi. In pratica l'esecutivo ha chiesto a Ronal di presentare un piano a lungo termine, che si avvicini il più possibile a quello avanzato ai tempi dell'acquisto, quando Ronal aveva parlato di investimenti che poi si è rimangiata. «Il Governo - dice Gianni Fanecco, segretario della Fim Cisl Venezia -, non ha condiviso le posizioni aziendali. Una filosofia inaccettabile e che va verso la dismissione progressiva del sito di Santa Maria di Sala». Ieri c'erano anche il sindaco di Santa Maria di Sala Paolo Bertoldo e l'assessore provinciale alle Attività produttive Massimiliano Malaspina. Bertoldo si è detto disposto a revocare le concessioni per l'ampliamento in area agricola della fabbrica, qualora la proprietà non mantenesse gli impegni. Il progetto, infatti, rientra nel piano d'investimenti ma se queste dovessero essere le premesse non se ne fa nulla. Malaspina chiede a Ronal un progetto serio per rilanciare Speedline."Non possiamo assistere a continui ridimensionamenti dell'azienda con il rischio della chiusura - osserva -, perché si tratta di una delle più importanti realtà produttive del territorio».
(Alessandro Ragazzo)

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