«Sono stato uno stupido». La confidenza di uno dei sei dipendenti sotto inchiesta. Da martedì non sono in servizio

«Sono stato uno stupido». La confidenza di uno dei sei dipendenti sotto inchiesta. Da martedì non sono in servizio
Giovedì 15 Aprile 2010, Venezia - Qualcuno è prossimo alla pensione, qualcun altro ha poco più di vent'anni. Cinque su sei sono iscritti al sindacato, risiedono fra Mestre e la provincia eccetto uno che vive al Lido. Da martedì i sei dipendenti Vela e Actv, finiti sotto inchiesta con l'accusa di aver fatto la "cresta" sui biglietti per i ferry boat, non sono in servizio. Sono a casa, probabilmente alla ricerca di un buon avvocato che li difenda. L'azienda non ha ancora avviato nei loro confronti il provvedimento disciplinare che scatta in questi casi, in attesa di avere riscontri dalla Procura.
Quattro dei sei bigliettai sono iscritti a Rdb Cub, il sindacato di base, un quinto alla Cgil, il sesto non risulta iscritto a nessuna sigla sindacale. Il bigliettaio che risiede più lontano viene da San Donà di Piave, gli altri abitano nella cintura di Mestre (di cui due a Spinea e uno a Marghera) e il sesto al Lido. Il giorno dopo lo scoppio del caso chi li conosce continua a dirsi esterrefatto ed amareggiato: «Eravamo tutti amici, non ci sembra possibile», esclamano i colleghi del sindacato. Dei sei il più anziano ha 58 anni, praticamente prossimo alla pensione; ad un collega con cui ha condiviso una vita di lavoro, avrebbe confidato: «Sono stato uno stupido, ho perso il lavoro ma me lo merito». Secondo le testimonianze di chi li conosce, nessuno di loro sembrava avere problemi economici, apparivano tranquilli e insospettabili; nel loro curriculum professionale non ci sarebbe stata nessuna macchia prima d'ora, persone fidate insomma, amici con i quali si scherzava ogni giorno fra un turno e l'altro. Paola Vescovi

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