Sono 33 mila i licenziati nei primi nove mesi. Occupazione, la crisi peggiora Coinvolti 114 mila lavoratori. La cassa integrazione oltre ogni record 100 milioni di ore

VENEZIA. Non accenna a calare l'effetto della crisi sul fronte dell'occupazione: crescono le imprese che avviano procedure di crisi, cresce il numero di ore di cassa integrazione, trascinato dalla cig straordinaria e da quella in deroga per l'artigianato, rimane stabile il numero di licenziamenti collettivi e individuali. A conti fatti le ore autorizzate nei soli primi nove mesi del 2010, corrispondono ad 81 mila lavoratori, contro i 50 mila del 2009 e i 9500 del 2008. Se a questi si sommano i 33 mila tra licenziamenti individuali e collettivi registrati nel corso dei primi nove mesi di quest'anno, si arriva al triste primato di una crisi che coinvolge ormai 114 mila lavoratori nel solo Veneto. Ed è un peggioramento che si misura anche in rapporto all'Italia: la quota complessiva di cassa integrazione richiesta dal Veneto è salita dall'8,8% del 2009 al 10,9% dei primi mesi del 2010 del totale dell'Italia. E' questo il bilancio che Veneto Lavoro traccia nella sua consueta rassegna mensile, densa di dati, sull'andamento delle sospensioni e dei licenziamenti.
Se la si guarda con i picchi di lungo periodo, questa crisi dell'occupazione non ha precedenti in Veneto: l'ammontare complessivo della cassa integrazione autorizzato nel 2009 ha già sorpassato, e di gran lunga, quello del biennio 1993-1994 (anche se allora non esisteva la cig in deroga). E questa cifra è ulteriormante peggiorata nel 2010 quando le ore autorizzate, che ormai, come reso noto nei giorni scorsi, hanno superato i 100 milioni, hanno sorpassato tutte quelle concesse nel 2009.
E' stata l'industria, con il raddoppio delle ore di cig straordinaria ad avere determinato questo incremento, seguita a ruota dall' artigianato. L'andamento delle richieste nasconde un peggioramento delle prospettive occupazionali per il futuro: all'inizio il sistema industriale ha affrontato la crisi ricorrendo alla cassa ordinaria che è cresciuta fino al giugno dell'anno scorso. Da allora, però, hanno cominciato a decollare le richieste di cigs straordinaria e soprattutto ha cominciato a farsi sentire, nei mesi finali dell'anno scorso, la crisi dell'artigianato con il crescere della cigs in deroga.
Queste integrazioni hanno interessato un universo di 489 imprese, per la più parte che hanno chiesto lo stato di crisi aziendale e, per una minoranza i contratti di solidarietà. Ma quel che è peggio è che nei prossimi tre mesi cesseranno, salvo rinnovo, i trattamenti di sostegno al reddito per i dipendenti di 281 imprese. A livello territoriale il maggior numero di licenziamenti individuali si è registrato, per il 2010, nelle provicnie di Treviso, Padova e Vicenza.
Per i licenziamenti collettivi il dato più rilevante è quello di Treviso, seguito da Vicenza e Padova.
(Alessandra Carini)

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