Sono 200 le aziende artigiane attive nel Bassanese. Dopo quattro anni arriva il contratto della ceramica

VENEZIA. Era scaduto nel 2006 il contratto regionale dei lavoratori delle aziende artigiane della ceramica. Un settore concentrato nella zona di Bassano, Nove e Marostica, con oltre il 60% degli occupati donne e che, ancora oggi vede attive circa 200 aziende con 1.000 occupati in gran parte aderenti all'ente bilaterale dell'artigianato veneto (Ebav).
Un settore che registrato in questi ultimi anni una significativa parabola discendente, accelerata dalla recessione internazionale che ha colpito duro. Basti pensare che nei primi mesi del 2010 oltre il 50% dei lavoratori è stato sospeso dal lavoro ed ha avuto il salario integrato dagli ammortizzatori sociali.
«Il rinnovo del contratto in condizioni così proibitive - sottolinea Carlo Nicolli, segretario Femca Cisl con delega all'artigianato- è stato possibile per le positive relazioni che si sono sviluppate con la controparte in Veneto».
Il nuovo contratto prevede una conferma delle prestazioni sociali per gli iscritti all'Ebav. «Una conferma che non era per niente scontata - chiarisce Nicolli -. Noi abbiamo risposto consolidando i versamenti al Fondo sia a carico dei lavoratori (50 centesimi) che delle aziende (2 euro). A ciò si aggiunge un miglioramento delle retribuzioni con un aumento del salario regionale che nel 2012 va a 40 euro mensili per l'operaio qualificato».
Si sblocca poi il Fondo Vicenza, una cassa comune sociale ante- litteram, riguarda i lavoratori e le aziende del vicentino e dispone di oltre mezzo milione che andranno utilizzati per la previdenza.

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