Solo 46 ispezioni per 4mila imprese

Giovedì 2 Giugno 2011, Padova - Quarantasei ispezioni su oltre quattromila imprese edili in un anno, tra Padova e provincia: un po' poco per costituire uno strumento di prevenzione degli infortuni, anche alla luce dei sei morti in edilizia avvenuti nel corso del 2010.
I rappresentanti sindacali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil denunciano l'assoluta mancanza di controlli nei cantieri del territorio provinciale, nonostante le direttive del Governo vadano in tutt'altra direzione. Dal 2008 ad oggi, i lavoratori iscritti alla cassa edile di Padova sono diminuiti del 21 per cento, e le imprese del 15, mentre, in proporzione, non calano gli infortuni. Il Comitato Provinciale di Coordinamento per l'Edilizia, costituito da organizzazioni sindacali, Provincia, Associazione Costruttori Edili (Ance) e ispettorato ha evidenziato come sia esiguo il numero di controlli effettuati nel corso del 2010. Da qui la decisione dei sindacati di inviare al Prefetto una richiesta di intervento urgente.
«Temiamo - ha sottolineato il segretario provinciale di Fillea Cgil, Marco Benati - che di fondo ci sia una volontà politica di abbassare i controlli e la qualità, facendo passare il messaggio che per superare la crisi sia necessario un certo lassismo. È un'ottica irresponsabile, che dimostra come si stia abbandonando questo settore trainante l'economia. Si danneggiano i lavoratori e le imprese regolari e aumentano i costi sociali». «I lavoratori edili - aggiunge Omero Cazzaro, di Filca Cisl - pagano la crisi con la riduzione del proprio salario e con il proprio fisico. Gli infortuni sono diminuiti in numero assoluto, ma in rapporto alle ore di lavoro effettivo non sono affatto calati, senza contare che diminuiscono gli infortuni meno seri e aumentano quelli più gravi. Ciò evidenzia come ci sia una forte pressione sui lavoratori per non denunciare l'infortunio».
Sulla stessa scia anche Albino Ruggero, segretario provinciale di Feneal Uil: «Non accettiamo questo abbassamento delle ispezioni a Padova, perché questo significa abbassare la soglia della legalità e della sicurezza nei cantieri. Al contrario, pensiamo che l'edilizia debba essere valorizzata per uscire dalla crisi, partendo da regole certe e dalla promozione di imprese sane che lavorano correttamente rispettando i lavoratori. Ci aspettiamo un intervento immediato da parte del Prefetto».

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