Solidarietà Veneto fa scuola di previdenza

Solidarietà Veneto fa scuola di previdenza
Domenica 7 Febbraio 2010, Venezia - Il fondo Solidarietà Veneto fa scuola e vorrebbe farlo ancora di più. In classe e tra gli imprenditori artigiani autonomi. «Tra vent'anni la previdenza di primo livello, la pensione "solita", coprirà solo il 50% dell'ultimo stipendio. Per questo è necessario estendere al massimo la previdenza integrativa, partendo con un'azione di carattere culturale previdenziale. Per questo abbiamo chiesto al ministro dell'istruzione Gelmini di poter avviare dei corsi negli istituti tecnici superiori».
Giuseppe Covre, presidente di Solidarietà Veneto e imprenditore trevigiano da una ventina di milioni di euro di fatturato (ramo arredamento) e 250 addetti, è determinato: «Solidarietà Veneto è un esempio concreto di federalismo, tanto che ora la Covip, la Commissione di controllo dei fondi pensione, ci ha anche autorizzato a investire una parte delle nostre risorse nel Veneto. Potremo costruire ospedali, autostrade, investire nelle Pmi - confida l'ex sindaco di Oderzo ed ex parlamentare leghista -. È un esempio concreto di federalismo, come Solidarietà. Vent'anni fa l'hanno fondata i sindacalisti della Filca Cisl della Sinistra Piave. Furono profetici, e aprirono una strada percorsa poi dalla Confindustria Veneto e dagli altri sindacati, tranne la Cgil. Ma loro sono ancora legati al centralismo democratico».
C'è il pericolo che i fondi regionali siamo più rischiosi perché più piccoli? «No, abbiamo 45mila iscritti, siamo solidi. E ora puntiamo ad allargarci anche agli imprenditori artigiani autonomi, gente abituata a non pensare al futuro, ma che deve stare attenta: con le attuali regole rischiano di ritrovarsi in pensione con pochi soldi. In più iscriversi a Solidarietà dà un vantaggio fiscale, si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi fino a 5.164 euro all'anno» I rendimenti? «Abbiamo retto anche nel pessimo 2008, e l'anno scorso la gestione "reddito" (che investe in azioni solo il 20% del versato) ha reso l'8,77%. Il dinamico (più puntato sulle azioni) il 13% - risponde questo presidente imprenditore - i costi di gestione nostri sono bassissimi: 3,8 euro per l'iscrizione, e 15 euro al massimo per la gestione. Il nostro Isc, il taeg dei fondi pensione, è allo 0,11%, quelli aperti vanno al 2%». Ma gli iscritti non sono pochi? «Gli artigiani in Veneto sono 150mila, se se ne iscrive un terzo siamo a posto - risponde Covre - oggi abbiamo un patrimonio di 350 milioni, tra 10 anni contiamo di arrivare a 1500». Il presidente ha due soli crucci: «I giovani non si iscrivono, non pensano al loro futuro. E poi i cocopro, i collaboratori a progetto: l'anno scorso abbiamo cercato di agganciarli, senza successo».
Maurizio Crema