Sindaco contro dipendenti: burocrati. Resana. Editoriale al vetriolo di Mazzorato nel giornalino del Comune. La Cgil col personale: «Sbagliato il bersaglio»
RESANA Tensione tra i dipendenti comunali e il sindaco, autore di un editoriale al vetriolo nei confronti del personale pubblicato nell’ultimo numero del bollettino comunale. Loris Mazzorato, rivolgendosi ai cittadini, punta l’indice contro quei dipendenti pubblici che… remano contro. Dopo aver evidenziato (anche graficamente) che «molte persone all’interno della macchina comunale danno il massimo» nel migliorare i servizi anche in assenza di risorse, il sindaco non indugia a segnalare che «diventa impossibile, nel pubblico, far cambiare il modo di lavorare a chi non lo vuole, ti accusano di mobbing, si appellano alla burocrazia, al fatto che “… è sempre stato fatto così…” ed è proprio il fare sempre le stesse cose che ci porta alla crisi che è anche dovuta a mancanza di nuove idee e soluzioni diverse da quelle adottate finora». L’accusa per nulla velata ovviamente non poteva passare inosservata, innanzitutto tra la compagine dei trenta dipendenti comunali. E pronta è arrivata la replica dei sindacati, firmata da Ivan Bernini, segretario provinciale FP-Cgil, che giudica tutto questo una caduta di stile. «Il sindaco di Resana non trova di meglio che attaccare i lavoratori con affermazioni che lasciano interdetti – osserva – Nel porre questioni che sono reali, omette di individuarne le cause scaricando sui lavoratori le responsabilità». Bernini ricorda che Mazzorato, quale sindaco della Lega, «era tra coloro che non hanno raccolto l’invito dell’Anci a manifestare contro i provvedimenti assunti dal governo che anziché semplificare l’azione amministrativa degli enti locali la appesantiva, la burocratizzava ulteriormente, rendeva impossibile un azione efficace e nella dell’attività dei comuni. Non ha raccolto l’invito dell’Anci che manifestava contro i tagli lineari, contro i provvedimenti legati al patto di stabilità. Ordini superiori».. »Oggi – conclude il sindacalista riferendosi a Mazzorato - non trova di meglio che definire i lavoratori che eseguono il proprio lavoro nel rispetto delle norme e delle regole e che non possono fare diversamente come “lavoratori burocrati” , lega la crisi al fatto che i lavoratori non sarebbero portatori di idee innovative, come se dipendesse da loro e non dai Ministri della Pubblica Amministrazione, li contrappone ai lavoratori del privato che vivono la crisi come se fosse responsabilità di chi ha un lavoro se altri lo perdono».