Sindacati perplessi Viafora (Cgil): «Sfilano, ma con chi ce l'hanno?». Porto (Cisl): cautela, non si torni al Life
Sindacati perplessi Viafora (Cgil): «Sfilano, ma con chi ce l'hanno?». Porto (Cisl): cautela, non si torni al LifeVENEZIA- Gli industriali scendono in piazza? Ma la piazza non era delle tute blu? I sindacati scoprono che pure «i padroni» ora amano la strada, il corteo, la protesta che esce dal salotto e fa del rumore la sua forza. E restano perplessi. Sono diffidenti. «Mah, mica si è capito bene con chi ce l'hanno -alza il sopracciglio il segretario della Cgil, Emilio Viafora -dicono: "esprimiamo un disagio". Per carità, massimo rispetto verso il disagio di chiunque, ma con chi ce l'hanno? E perché?» . Non è una manifestazione «contro» , dicono i leader degli industriali, ma «per» . Nell'attesa di capire, Cgil, Cisl e Uil non ci saranno. Perché non invitati, dicono, e perché «a ben vedere la nostra presenza rischierebbe soltanto di inquinare il corteo -spiega Viafora -e non farebbe bene né a loro né a noi» . I leader del sindacato saranno presenti all'assemblea pubblica, poi lasceranno la strada agli industriali, osservando defilati e forse un po' incuriositi il corteo che dal tempio del rugby di Monigo si dipanerà dietro la Marcegaglia fino alla Cittadella Appiani. «Mi pare che all'origine del "disagio"degli imprenditori di Treviso non ci sia soltanto il comprensibile malcontento per la solitudine con cui devono affrontare la crisi e l'assenza di una politica nazionale di sviluppo, ma pure la scarsa visibilità dei veneti in vista della successione alla Marcegaglia» . Comunque ben venga la «discesa in campo» , dice il segretario Cgil, «se questo è il segno della volontà di impegnarsi in modo forte, facendo un pressing sul governo affinché aiuti la ripresa. In fin dei conti, abbiamo già firmato il patto per lo sviluppo, segno che un'intesa è possibile e la voglia di affrontare insieme i problemi c'è» . Dall'eccessiva pressione fiscale sui lavoratori e i pensionati alla semplificazione burocratica, passando per l'investimento sulle risorse umane, d'altronde, «sono molti i punti in cui si può trovare un contatto -afferma Franca Porto, segretario della Cisl -dove imprese e lavoratori possono costruire un asse che faccia da sprone al governo. A ben vedere è già capitato che si organizzassero degli eventi in comune, ad esempio con il presidente veneto di Confindustria Andrea Tomat, sul fisco a Mestre» . Non è questo il caso del corteo di oggi «al quale non siamo stati invitati e del quale non eravamo informati» chiosa la Porto che rivela poi di nutrire qualche preoccupazione nei confronti della svolta movimentista degli industriali: «Se l'obiettivo era che si parlasse di loro, beh ci sono riusciti, ma mi auguro che non si dimentichino che hanno un ruolo di primo piano e responsabilità notevoli, per cui dovrebbero usare una certa cautela nel linguaggio e nei gesti. Non vorrei che si tornasse agli anni del Life...» . Che gli industriali in piazza «siano una cosa nuova» lo dice pure il segretario della Uil, Gerardo Colamarco, che però invita a «non scandalizzarsi» e ad «interpretare semmai un gesto tanto clamoroso da parte di persone prima restie a certi toni. E' il segnale che il Paese è ormai in ginocchio ed ha bisogno di una scossa che lo rimetta in moto» . E chissà che il benefico choc non parta, ancora una volta, da Nord Est. Marco Bonet