Siglato l'accordo con la Nestlè. Solo 20 esuberi, tutti volontari
Siglato l'accordo con la Nestlè. Solo 20 esuberi, tutti volontari
Sono previsti incentivi consistenti per chi accetterà di andarsene nell'aprile 2010
CITTADELLA. 25 aprile, festa della Liberazione in tutti i sensi. La «liberazione» di certo è arrivata anche per i lavoratori dell'Acqua Vera di San Giorgio in Bosco. Gli 85 licenziamenti previsti dal Gruppo Nestlè-San Pellegrino per lo stabilimento dell'Alta Padovana sono stati bloccati. Senza se e senza ma, tutto nero su bianco. Dopo sedici ore di trattative, iniziate alle 10.30 di venerdì 24 aprile e terminate ieri dopo le due della notte, è stato firmato l'accordo.
Delfino Bergamin, della Flai-Cigl, uno dei leader della protesta sindacale, speiga in dettaglio i termini del punto d'incontro: «L'azienda ha confermato un impegno di investimenti nel biennio per tutti i marchi San Pellegrino pari ad oltre 400 milioni di euro. La Nestlè conferma quindi la volontà di rimanere in Italia».
La procedura di mobilità per gli 85 esuberi è stata chiusa entro i 75 giorni, che scadevano proprio oggi. Ed ora? «La proprietà - aggiunge Bergamin - chiederà che ci sia un gruppo di volontari, una ventina, che escano dalla Vera; in ogni caso, saranno adeguatamente sostenuti. Questi operai resteranno comunque al lavoro nella sede di San Giorgio in Bosco fino ad aprile del prossimo anno».
I «volontari» potrebbero essere i lavoratori più vicini alla pensione. Ma se nessuno si decidesse? «Nel caso non ci fosse alcun volontario - puntualizza il sindacato - e in caso di contrazione del mercato, affronteremo la situazione con i contratti di solidarietà: meno lavoro, ma per tutti».
La protesta - con tanto di blocco dei cancelli - durava da un paio di mesi. Le forze politiche e sindacali hanno sempre contestato al colosso Nestlè la volontà di licenziare - a fronte di un calo del 10% del mercato - circa il 30% della forza lavoro impiegata: a San Giorgio, i lavoratori attualmente sono 262. (s.b.)