«Siamo pochi, interventi a rischio». Cgil e Uil lanciano l'allarme per un'estate che si preannuncia «torrida»
«Siamo pochi, interventi a rischio». Cgil e Uil lanciano l'allarme per un'estate che si preannuncia «torrida»
Nei distaccamenti si fanno i conti con le ferie di questo periodo. «Dimezzati pure i volontari»
BELLUNO. Vigili del fuoco: interventi a rischio in questa estate, causa carenza di personale. La denuncia viene dai sindacati che contano una cinquantina di persone in meno in pianta organica (tra tutti i distaccamenti bellunesi) e le ferie da smaltire. La situazione si aggraverà con le ferie estive del personale: «Il rischio è di non poter garantire le minime necessità in caso di interventi in contemporanea, perchè non è possibile formare le squadre». Dimezzato, poi, l'uso dei vigili del fuoco volontari. Il grido d'allarme parte da Ives D'Incà, della Fp Cgil vigili del fuoco, e da Gianmaria Sommavilla della Uil pubblica amministrazione, che avvertono: «Così non si può andare avanti». Alla vigilia della cerimonia con i vigili del fuoco newyorkesi (tra l'altro «queste manifestazioni ci dicono che dobbiamo farle gratuitamente e fuori dal servizio»), si lancia l'allarme: la coperta s'è proprio infeltrita. «La nostra pianta organica dovrebbe essere di 229 persone operative tra i vari distaccamenti e la centrale di Belluno. In questo momento, però, siamo soltanto in 182, spalmati su 5 distaccamenti e la sede centrale e divisi in 4 turni: tenendo presente che almeno un vigile per distaccamento e due per la sede centrale debbono essere in ferie tutti i giorni, non riusciamo a fare il giro. Sono pochi quelli che restano in servizio», dicono i sindacalisti, «senza contare le malattie o altri problemi, come l'emergenza Abruzzo, dove andiamo ancora». Una situazione che, secondo i sindacati, «ci metterà nelle condizioni di dover saltare le ferie, perchè ci sarà il richiamo del personale in servizio. Queste carenze, poi, potrebbero andare a intaccare il soccorso: se siamo sotto numero, infatti, la "partenza" potrebbe subire rallentamenti. Non voglio dire che non arriviamo», rassicura Sommavilla, «ma se una caserma può contare su una sola partenza, non sarà facile gestire più emergenze nello stesso momento». Problemi anche per il numero di amministrativi in servizio: «La carenza è altrettanto grave: da noi manca da anni il ragioniere. In questo momento c'è una sostituta, ma abbiamo problemi grossi per i pagamenti con le ditte esterne: se non c'è la firma del comandante e del ragioniere, infatti, non si possono fare. È vero che un sostituto viene su una o due volte al mese da Padova per i conteggi, ma il resto è fermo. Abbiamo chiesto all'amministrazione di poter assumere personale dalla lista dell'ufficio collocamento, con un livello che non sarebbe il nostro minimo (sarebbe un quarto livello), ma finora non è stata data alcuna risposta. Le ultime assunzioni sono state fatte in questo modo, ma parliamo più o meno di dieci anni. Anche il personale tecnico è sotto organico e per assolvere alle pratiche di prevenzione (riunioni in prefettura, commissioni pubblico spettacolo e prevenzione degli uffici) hanno il loro da fare. Non da ultimo, ci hanno dimezzato il richiamo del personale volontario perchè costa». Su tutti un esempio: incendio Ecorav, non più tardi di un mese fa. «In centrale erano rimasti due telefonisti, perché non si può richiamare il personale in riposo. E in caso di altri interventi, la squadra di volontari non può essere fatta». La sede centrale funziona con 11 vigili per turno, quando va bene (due in centrale, un capoturno, resta una partenza e mezza): «Ma l'altro giorno eravano in sette, davvero pochi, e negli altri distaccamenti sono quattro per turno». Quindi: «Ben venga il raduno a Cortina ma ai cari politici bisogna dire che non esistono solo le feste. Serve anche il personale per poter adempiere alle necessità operative».