Si fermano Fincantieri e Aeronavali. Metalmeccanici, sciopero contro il contratto separato

MESTRE.Volantinaggio davanti all'ingresso 9 del Petrolchimico. Sciopero di due ore alla Fincantieri e all'Aeronavali. I metalmeccanici della Fiom (e non solo) sono sul piede di guerra.
Anche ieri la protesta contro l'accordo separato firmato da Cisl e Uil a livello nazionale s'è tradotta in azione. «Ma i presidi andranno avanti a oltranza - annuncia Giorgio Molin, segretario della Fiom provinciale -. Scioperi, manifestazioni. Noi vogliamo che su quell'accordo vengano chiamati a decidere i lavoratori».
Ieri, dunque, una trentina di operai delle ditte d'appalto del Petrolchimico hanno solidarizzato con i colleghi-chimici, volantinando davanti all'ingresso 9. In contemporanea alla Fincantieri «ha incrociato le braccia per due ore il 98 per cento degli operai». Buona la partecipazione anche all'Aeronavali di Tessera.
Insomma, «dopo l'accordo separato i lavoratori veneziani sono inviperiti - avverte Molin -. I focolai della protesta si stanno espandendo in tutte le aziende grandi e piccole della provincia. Andremo avanti, non ci fermeremo qui. E il motivo è semplice: gli operai metalmeccanici sono stati privati del diritto di votare l'accordo, rompendo una tradizione lunga e consolidata. Questo fatto - continua il rappresentante della Fiom - produce rabbia, delusione e indignazione. Il contratto è stato deciso da una minoranza. Per questo i lavoratori devono andare a votare. Fino a che questo non succede, la lotta non si ferma».
Fra i metalmeccanici veneziani, insomma, il malumore è diffuso. D'altro canto, spiega ancora Molin, «noi avevamo chiesto di legare il contratto all'attuale situazione di crisi. Invocavamo il blocco dei licenziamenti, l'avvio di un tavolo per discutere di investimenti per la ripresa, la detassazione del salario. Non ci è stato concesso nulla di tutto questo. Così - prosegue il sindacalista - non è stato tutelato il potere dei salari e si rischia nel 2010 una crisi peggiore di quella attuale».
In questi giorni, dunque, la Fiom porterà ancora avanti presidi e scioperi. Azioni dimostrative che hanno un unico scopo: il referendum. Tramite questo strumento si intende coinvolgere i lavoratori sulla questione del nuovo contratto. (g.cod.)

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