Senza stipendio i dipendenti delle Usl. Pagamenti bloccati dalla mancata approvazione del bilancio anche Arpav e Veneto Agricoltura

La Corte dei conti: impossibile applicare una soluzione ponte

VENEZIA. La mancata approvazione del bilancio regionale mette a rischio decine di migliaia di stipendi dei lavoratori di enti che ricevono trasferimenti dalla Regione: Asl, Arpav, Veneto Agricoltura, aziende di trasporto, tanto per fare qualche esempio. Il 27 gennaio è alle porte e i mandati di pagamento non sono ancora stati autorizzati. A questo punto solo un miracolo, ovvero un sufficiente gruzzolo di liquidità in cassa, per le aziende che ce l'hanno, può garantire l'accredito dello stipendio ai lavoratori di questi enti. C'è chi ha cercato un capro espiatorio in un (mai arrivato) nuovo dirigente regionale particolarmente ligio e attento ai regolamenti. La situazione, molto più semplicemente, è il risultato, come direbbe un giurista, del combinato disposto tra la mancata approvazione del bilancio (via via slittata dalla fine dell'anno scorso al 15 gennaio a chissà quando) e la pronuncia della Corte dei Conti che ha bocciato la formula-ponte applicata negli anni scorsi dalla Ragioneria della Regione in situazioni analoghe. Da quest'anno basta, non si può più fare, hanno detto i magistrati contabili. In mancanza di approvazione del documento contabile non può essere autorizzata alcuna spesa, se non quelle strettamente collegate al funzionamento della «macchina regionale». Ovvero soltanto i pagamenti tali da provocare, se non onorati, gravi danni patrimoniali o erariali.
Se i consiglieri regionali avessero votato l'esercizio provvisorio del bilancio tutto questo non sarebbe successo. I pagamenti degli «enti terzi», pur in dodicesimi, ovvero mese per mese, avrebbero potuto essere autorizzati. Ma l'esercizio provvisorio, per il momento, non l'hanno votato. E quindi per la prima volta migliaia di medici, infermieri, amministrativi delle Asl, funzionari o tecnici dell'Arpav, dipendenti di enti i cui stipendi dipendono direttamente dalla Regione rischiano di finire (senza mai averlo saputo o aver potuto agire tempestivamente per evitarlo) con il conto in rosso. Una notizia che sorprende anche Valerio Alberti, coordinatore dei direttori generali delle Asl venete. «Non ne sapevo nulla, per questo non ho convocato alcun coordinamento per discutere del pagamento degli stipendi» ammette Alberti. E se non lo sa lui, figurarsi i suoi colleghi. «Non so che pesci pigliare - ammette, sconfortato, Alberti - Domani (oggi, ndr) tornerò a sollecitare la Regione, non mi resta altro da fare. Le Asl che hanno una riserva in qualche modo potranno far fronte a questa situazione. Per le altre sarà un bel problema». Nei giorni scorsi alcuni dirigenti delle aziende sanitarie avevano anticipato ai sindacati che non sarebbero state in grado di pagare il conguaglio. Qualcosa come 300 euro. Nessuno, però, si era spinto a parlare di mancato pagamento degli stipendi. «E' solo colpa della maggioranza Pdl-Lega se il bilancio non è ancora stato approvato e se questo causa ritardi nei pagamenti delle aziende fornitrici» attacca il capogruppo del Pd Giovanni Gallo.
Massimo Scattolin

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