Se a Vicenza provano a riscrivere le regole delle relazioni sindacali

Si può pensare di riscrivere le relazioni sindacali da Vicenza? È credibile che il Nordest soppianti le grandi università del sindacalismo confederale, Torino e Milano, e punti a innovare la contrattazione? Luigi Copiello è il segretario della Cisl vicentina e venerdì 4 dicembre organizzerà un convegno che definire eterodosso forse è poco. L'idea che lo guida è quella di spingere al massimo la contrattazione articolata fino a immaginarla disegnata «su misura» per imprese e lavoratori. La ricetta Copiello non si ferma qui e arriva a prevedere persino una stretta cooperazione tra direzioni aziendali e Rsu.
Solo chiacchiere? Nell'idea di riformare la contrattazione partendo da una tradizione sindacale debole forse c'è un pizzico di presunzione, ma in diverse fabbriche del vicentino queste esperienze sono già realtà. I nomi sono Baxi, Campagnolo, Marzotto, Saint Gobain e Telwin, tutte aziende nelle quali già oggi si realizza un incontro tra esigenze produttive e responsabilità individuale nella gestione degli orari, nella formazione dei cassaintegrati, nei programmi per la sicurezza.
Secondo la Cisl di Vicenza queste esperienze verranno più che buone nel dopo crisi, quando non si potrà più pensare di gestire le fabbriche con la precedente cultura. Ci vorranno meno conflitti e più fantasia e collaborazione. E allora la tradizione comunitaria nord-estina potrà diventare se non un punto di riferimento almeno un benchmark.
Vedremo come sarà accolto negli ambienti confederali lo sforzo di Copiello, ma già dal lessico usato nel materiale preparatorio del convegno si può cogliere una profonda discontinuità. Un sindacato che parla di «paga dei talenti», «di ruolo delle persone» e vuole modificare l'organizzazione del lavoro di un Comune, di un ospedale e di una scuola attingendo dalle esperienze fatte nel settore privato non lo si incontra di certo tutti i giorni.
Dario Di Vico

Vedi anche...