Scongiurati i licenziamenti al Gruppo Carrraro. Conclusa dopo tre mesi la trattativa tra l'azienda di Campodarsego e le rappresentanze sindacali

Sabato 5 Dicembre 2009, Padova - Niente licenziamenti alla Carraro. Si è conclusa, poco prima di mezzanotte, l'interminabile trattativa volta a scongiurare i 700 licenziamenti annunciati per il gruppo leader nella produzione di assali. Un braccio di ferro, iniziato tre mesi fa, culminato nello sciopero generale del 3 novembre scorso al quale hanno partecipato quasi duemila lavoratori. Il Cordinamento sindacale nazionale, esperienza unica nel suo genere, in rappresentanza dei lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, ha raggiunto un accordo che non prevede licenziamenti e che, nei prossimi giorni, sarà sottoposto al giudizio dei lavoratori. Sono previsti interventi riorganizzativi anche attraverso l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria, spiegano Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm. Inoltre verrà avviato un percorso di incentivazione all'esodo su base volontaria. L'intesa sarà poi sarà formalizzata al Ministero del Lavoro. Settecento i licenziamenti annunciati in sei fabbriche: 280 a Campodarsego, 135 a Padova, 30 a Poggiofiorito (Chieti), 80 a Gorizia, 130 a Maniago (Pordenone) e 30 a Rovigo. «Era necessario salvare l'occupazione - spiega Gianni Castellan della Fim Cisl - Dopo una lunga trattativa ci siamo riusciti». «Il futuro non sarà comunque facile - spiegano Fabio Tufarini e Antonio Silvestri della Fiom Cgil - soprattutto per i lavoratori del settore impiegatizio». Allo sciopero avevano aderito anche i colleghi di altre fabbriche in crisi come Zen. Acciaierie Venete, Fonderia Anselmi, Lofra.

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