Sciopero, nel mirino era l'Atv

Allo sciopero di venerdì 29 maggio dei ferrotramvieri veronesi che hanno visto tutte le sigle sindacali compatte nel chiedere ai lavoratori di incrociare le braccia per quattro ore, dalle 17 alle 20, seguono alcune precisazioni che mettono in evidenza i tanti problemi che gravano sulla categoria. Il 95 per cento di adesione allo sciopero è difatti la conferma di un malessere collettivo che parte dai conducenti e si riflette sui cittadini in quanto utenti del servizio.
Le precisazioni di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Sult e Ugl Trasporti , si riferiscono quindi a diverse richieste fatte all'azienda, Atv, di migliorare la qualità e l'affidabilità del servizio; di attuare una politica che privilegi il trasporto pubblico; di mettere in sicurezza i percorsi e le fermate di tutta la rete. «In diverse occasioni abbiamo segnalato la pericolosità di alcuni tragitti e fermate della rete», evidenziano i sindacalisti, «finora le nostre segnalazioni non hanno avuto risposta. Il caso eclatante è rappresentato dal piazzale di Porta Nuova, dove nelle ore di punta l'afflusso di utenti è notevole. Qui manca la segnaletica che consente di limitare i pericoli per coloro che transitano. Riguardo l'attuazione di una politica che privilegi il trasporto pubblico, abbiamo chiesto di aumentare la velocità commerciale degli autobus istituendo nuove corsie preferenziali; controllare elettronicamente quelle esistenti e attuare tutti quei provvedimenti viabilistici che privilegiano il trasporto pubblico locale a discapito di quello privato».
Tra i crucci dei conducenti c'è anche la sovrapposizione della rete urbana e extraurbana che speravano, con la fusione delle due aziende comunale e provinciale, venisse finalmente rivisto. «Il recupero delle sovrapposizioni delle linee urbane ed extraurbane permetterebbe di andare a rafforzare quelle sofferenti oppure di creare nuovi servizi per gli utenti, come previsto dal piano industriale di Atv», evidenziano. Le organizzazioni sindacali inoltre avevano chiesto all'azienda di ritirare un ordine di servizio non concordato con i sindacati che prevede nuove modalità di retribuzione delle ore straordinarie, e sempre in ambito locale i sindacati contestano ad Atv di non volersi confrontarsi con le parti sociali riguardo al fabbisogno del personale, «mandando all'aria il lavoro di 50 anni di sindacato e di buone relazioni industriali».A.Z.

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