Sciopero delle commesse Domenica prova generale

Presidio e volantinaggio al Panorama cittadino per protestare contro i turni I sindacati Cgil, Cisl e Uil: «Domenica senza centri commerciali è meglio»

Prova generale per lo sciopero delle commesse. Domenica in tutto il Veneto i sindacati confederali hanno proclamato un turno di sciopero per tutti i lavoratori del commercio, per boicottare le aperture domenicale decise con le liberalizzazioni dal governo Monti. Si tratta del primo sciopero di questo genere che coinvolge i lavoratori del commercio. Lo sciopero di domenica – una novità assoluta - servirà ai sindacati per «costringere» al tavolo delle trattative le aziende della grande distribuzione, che intendono introdurre surretiziamente la prestazione domenicale nel turno ordinario dei lavoratori. Domenica a Treviso, dunque, un presidio dei sindacati è previsto davanti al Panorama. E così nelle altre città del Veneto: a Venezia nei pressi del Ponte di Rialto, a Verona all’Auchan di Bussolengo, a Vicenza all’Auchan, a Padova in piazza Garibaldi. Previsti due presidi anche a Rovigo e Belluno. «La legge nazionale che liberalizza gli orari e le aperture domenicali –spiegano i sindacati Filcams, Fisascat, Uiltucs regionali – è un inganno per i consumatori ed una mortificazione per i lavoratori. Lo è ancor più la forzatura della grande distribuzione di aprire tutte le domeniche, liberalizzando gli orari di apertura e chiusura, in violazione della Legge Regionale (la numero 30) del 27 dicembre 2011 che limita e regolamenta le deroghe domenicali». Le confederazioni Filcams, Fisascat, Uiltucs regionali hanno quindi deciso lo sciopero del commercio per tutta la giornata con presidi e volantinaggi nei centri storici e davanti ai maggiori centri commerciali. In un volantino che viene distribuito a tappeto ai clienti, vi è un invito a riflettere. «Consumatori – scrivono cassiere, magazzinieri e commesse - unitevi a noi; qualche domenica con il centro commerciale chiuso si può, anzi è meglio!». Il colpo di mano della grande distribuzione che scavalca la competenza regionale per dar vita ad un sistema selvaggio di aperture – spiega il sindacato - non penalizza solo i lavoratori del settore, che vedono precarizzarsi ancor più l’occupazione e crescere l’ incompatibilità tra i tempi di lavoro e quelli di vita con la propria famiglia, ma si scarica anche sui cittadini che si trovano “ridotti a consumatori non pensanti” e che alla lunga pagheranno i maggiori costi delle aperture prolungate. Di qui la richiesta di far fronte comune contro un sistema che condiziona, distorcendolo, l’uso del tempo libero di ognuno: “la vita sociale delle persone – affermano - non può ridursi ad essere consumatori trascorrendo le domeniche nei centri commerciali, ma essere soggetti che vivono la famiglia, le opportunità culturali offerte dalla comunità e quelle naturali offerte dai nostri meravigliosi paesaggi”. I segretari di Filcams Cgil Adriano Filice, di Fisascat Cisl Ferruccio Fiorot e di Uiltucs Uil Luigino Boscaro parteciperanno ai presidi previsti nelle città del Veneto. Ai clienti si chiede di riflettere sull’utilizzo dei centri commerciali durante le giornate festive. Una bassa adesione potrebbe favorire la vertenza sindacale. Dall’adesione a questo sciopero, i sindacati intendono trarre delle indicazioni su come affrontare il tema delle aperture domenicale e soprattutto della contrattazione legata ai turni e alla retribuzione dei lavoratori.

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