Sciopero: bus, lezioni e visite a rischio. Domani salteranno i treni e il concerto di Tabachnik al Malibran
VENEZIA - Niente cravatta, né tuta blu: domani resteranno nell'armadio di molti veneziani. La Cgil chiama i lavoratori allo sciopero generale, preparato in provincia con una maratona di oltre mille assemblee organizzate dalla Camera del lavoro metropolitana di Venezia negli uffici e nelle fabbriche, nelle scuole e nelle due università veneziane. Dai dipendenti pubblici ai musicisti della Fenice, dagli operai delle fabbriche ai precari, tanti lavoratori hanno già annunciato l'adesione all'importante prova di forza per il sindacato guidato da Susanna Camusso. Il tam tam, per invitare a partecipare allo sciopero del 6 maggio, cresce giorno dopo giorno su Internet. E tra gli effetti, a Venezia, c'è l'annullamento del primo dei due concerti diretti da Michel Tabachnik, previsto venerdì sera al Teatro Malibran. nell'ambito della stagione sinfonica: i biglietti dovranno essere rimborsati. Inevitabili i disagi anche per chi deve spostarsi con i mezzi pubblici: il sindacato di categoria Filt invita infatti a scioperare gli autisti degli autobus, i marinai dei vaporetti il personale viaggiante dei treni. In particolare tra le 10 e le 13 rientreranno nei depositi mezzi di terra e d'acqua della veneziana Actv e saranno chiusi i servizi di biglietteria distaccati Vela (i passeggeri potranno comunque rivolgersi alle altre rivendite autorizzate). Nel Veneto Orientale i servizi di Atvo sono invece a rischio dalle 9 alle 12, mentre il personale dei treni regionali Fs incrocerà le braccia tra le 14 e le 18. Le manifestazioni sono ben quattro in tutta la provincia. La principale è stata organizzata dalla Cgil nel capoluogo, da piazzale Roma (il concentramento è alle 9) a campo Santo Stefano. Il corteo sarà chiuso con un comizio di Rossana Dettori, la segretaria nazionale della Funzione pubblica, che ribadirà i motivi della protesta: la lotta alla disoccupazione, una riforma fiscale che riduca le tasse sul lavoro e colpisca le rendite, la salvaguardia dello stato sociale, la contrarietà agli accordi separati. Concetti che saranno scanditi anche a C h i o g -gia, nella manifestazione di Piazza G r a n a i o , mentre a Mira palco sarà allestito in Piazza Municipio. L'ultimo presidio non era iniziamente previsto: è stato voluto dai lavoratori del Comune di Marcon, determinati a cogliere l'occasione dello sciopero per contestare alcune decisioni della giunta di centrosinistra. «Sono molto soddisfatto della discussione che abbiamo innescato -afferma Roberto Montagner, segretario generale della Cgil di Venezia -La nostra Provincia, oltre a subire la crisi mondiale, soffre per la mancanza di politiche industriali di questo governo che non consentono di risolvere nodi importanti di sofferenza come quello della Vinyls, della Fincantieri, del settore del vetro e quello del tessile, solo per citare i casi più eclatanti» . Attesa un'alta adesione nel pubblico impiego, nella scuola e nella sanità, con il rischio del rinvio di molte visite ambulatoriali, ma anche della chiusura di alcuni sportelli bancari e postali. Lo sciopero sarà molto sentito anche nel commercio, dopo la firma dell'accordo separato sul nuovo contratto, mentre la Fillea, il sindacato delle costruzioni, ha mobilitato i propri iscritti per chiedere una ripresa degli investimenti pubblici nelle infrastrutture per rilanciare il settore. Ci si aspetta anche un importante contributo dei chimici e soprattutto dei metalmeccanici veneziani: la Fiom è la categoria che a livello nazionale ha fortemente voluto la proclamazione dello sciopero. M. Fa.