Scarpe, rientrano 250 cassaintegrati. L'annuncio del segretario provinciale della Femca Cisl, Meneghetti «In arrivo anche assunzioni a tempo determinato per tutta l'estate»
Scarpe, rientrano 250 cassaintegrati. L'annuncio del segretario provinciale della Femca Cisl, Meneghetti «In arrivo anche assunzioni a tempo determinato per tutta l'estate»
STRA. Il settore calzaturiero della Riviera del Brenta viaggia con il vento in poppa. A giugno sono rientrati in fabbrica 250 lavoratori di una decina di aziende della filiera, che erano finiti in cassa integrazione ordinaria a febbraio, marzo e aprile di quest'anno. Aziende che sono collocate nei territori di Stra, Fiesso e Vigonovo. In arrivo anche assunzioni a tempo determinato per l'estate. «I dati dell'occupazione nel settore calzaturiero - spiega Massimo Meneghetti segretario provinciale Femca Cisl - segnano una decisa inversione di tendenza. Ducentocinquanta lavoratori erano finiti in cassa integrazione con l'arrivo della crisi. Sono rientrati stabilmente in fabbrica al massimo tre mesi di cassa integrazione ordinaria. Erano per lo più lavoratori immigrati, ma anche tante operaie della zona che in tanti casi avevano visto il loro reddito famigliare diminuire sensibilmente ed erano ritornate a fare le casalinghe. Nei primi sei mesi del 2009, non è mai stata chiesta dalle aziende rivierasche, la cassa integrazione straordinaria, che è l'anticipo di una chiusura». Nel calzaturiero della Riviera, che vede la presenza di quasi 900 aziende, il ritorno a pieno ritmo al lavoro nei mesi estivi, fa rima con produzioni di lusso e con la stagione di vendite autunnale alle porte. Gli indicatori economici dati dall'Acrib nei giorni scorsi sono buoni: il mercato ha tenuto e il fatturato della Riviera vale il 15,67% di quello nazionale. Per il comparto Acrib il 2008, si è chiuso con 1930 milioni di fatturato ripartiti per due terzi nella provincia di Venezia ed un terzo nel padovano. Non è escluso per i sindacati che già questa estate le aziende, che si occupano di prodotti di lusso assumano a tempo determinato, centinaia di persone. La cartina di tornasole però nel lungo periodo in saranno i bilanci delle vendite nelle catene dei negozi. «La crisi paradossalmente - conclude Meneghetti - potrebbe colpire il comparto a scoppio ritardato. Bisognerà capire quanto invenduto è rimasto nei negozi italiani ed esteri nel 2008. Se i magazzini sono ancora pieni di scarpe le richieste potrebbe diminuire di colpo nel 2010».
(Alessandro Abbadir)