Scambio di accuse reciproco dopo l'incidente di lunedì pomeriggio davanti al pontile di San Tomà. Acque agitate tra gondolieri e Actv

Scambio di accuse reciproco dopo l'incidente di lunedì pomeriggio davanti al pontile di San Tomà. Acque agitate tra gondolieri e Actv
Luppi: «Bisogna andare più piano». La Rdb: «Stazi troppo vicini agli approdi»

Mercoledì 17 Giugno 2009, Venezia - L'incidente che martedì ha visto un battello Actv centrare una gondola dello stazio di San Tomà risolleva le polemiche sulla sempre più difficile convivenza di imbarcazioni in Canal Grande. Da un lato i gondolieri presenti alla scena puntano il dito contro il comandante del battello responsabile, secondo i testimoni, di aver gestito in modo errato la situazione. Dall'altro l'Rsu Cub trasporti, condanna il troppo traffico e l'eccessiva vicinanza tra imbarcaderi e stazi delle gondole. «Il vaporetto era completamente impazzito - spiega il gondoliere Gianluca Vianello - Già a Sant'Angelo è arrivato a velocità troppo sostenuta. Successivamente, forse per un'avaria, ha iniziato a sbattere ovunque. Prima contro i pontoni, poi contro un altro battello, quindi contro alcune barche ormeggiate dall'altra parte del canale. Infine contro le gondole di San Tomà. Una scena mai vista. Più il capitano cercava di tenere il mezzo, più sbandava. Sia i miei passeggeri, che quelli del vaporetto, erano terrorizzati».
Una tensione, quella tra gondolieri e trasporto pubblico, che non esplode in questi giorni per la prima volta. Pochi giorni fa il presidente dei bancali, Roberto Luppi, ha addirittura minacciato le dimissioni perla mancata sorveglianza in Canal Grande, da parte delle autorità, durante i giorni clu della Biennnale. «C'è poco da fare, bisogna andar piano. Serve prudenza. Nei giorni dell'inaugurazione della Biennale il Canal Grande era pericolosamente mosso - spiega Luppi - Ma soprattutto mancavano i controlli, per questo ho minacciato le dimissioni. Il capo dei vigili si è detto dispiaciuto. Ho avuto altre manifestazioni di solidarietà, ma francamente le dimissioni sono ancora in ballo. L'acqua è pericolosa, servono controlli e prudenza per evitare che accadano incidenti gravi. Il traffico in aumento è un dato di fatto, ma bisogna ricordare che le gondole sono arrivate a Venezia ben prima di taxi e battelli...». Il sindacato Actv Rdb Cub, viste le critiche piovute in questi giorni, non ci sta e cerca di fare chiarezza: «C'è tropo traffico - commenta amaramente Damiano Vecchiato, dell'Rsu Cub trasporti - è chiaro che se avviene un'avaria, come l'altro giorno, in un luogo trafficato e stretto come il Canal Grande, è più facile che avvengano incidenti. Il Canal Grande è sempre più frequentato, anche da barche che non potrebbero starci. Le avarie capitano, in particolare su mezzi elettronicamente guidati come gli shuttle. Se però, gli stazi delle gondole fossero più distanti dagli approdi, ecco che si correrebbero meno rischi. Detto ciò - conclude Vecchiato - il sindacato ha più volte sollecitato incontri con le categorie competenti per affrontare il problema del traffico, i risultati però non si possono apprezzare».
Davide Calimani

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