Sanatoria badanti, poche le domande. Ieri il punto in prefettura con tutti gli enti interessati
BELLUNO. A metà percorso della sanatoria di badanti e colf, partita il primo settembre scorso, i risultati non sono entusiasmanti, anche per la complessità dei requisiti da considerare per aderire all'operazione.
Lo sanno bene i patronati dei sindacati che in queste settimane sono alle prese con diverse tipologie di persone e di situazioni.
Ieri, intanto, si è svolto in Prefettura il tavolo per l'immigrazione a cui hanno partecipato tutti gli enti interessati,dai patronati alla direzione provinciale del lavoro.
Tutti quanti sono concordi: le domande arrivate ad oggi sono inferiori a quelle che ci si aspettava.
«Consideriamo che nelle settimane scorse abbiamo ultimato anche le richieste delle quote previste nel decreto flussi 2008. Anzi, anche lì le richieste sono state inferiori alle stesse quote che ci erano state assegnate come provincia dal ministero dell'Interno, tanto che ne abbiamo restituite 40», dice la direttrice della direzione del lavoro, Bafundi.
«Comunque», continua la direttrice, «non ci aspettiamo grandi numeri, vuoi perchè la somma di 500 euro da versare potrebbe aver disincentivato le persone, vuoi perchè il contratto minimo di 20 ore per molti potrebbe essere troppo. Soltanto ai primi di ottobre sapremo il numero reale delle richieste di sanatoria.
«Molti vengono da noi a chiedere la regolarizzazione ma poi si scopre che non hanno i requisiti o perchè entrati in Italia dopo il 30 marzo o per motivi di reddito», fanno sapere dai patronati.
In effetti il reddito del datore di lavoro è uno dei requisiti che sembra destare particolare problema tra gli utenti. «Per molti il tetto dei 20 mila euro diventa un muro davanti al quale sono costretti a fare dietro front. Ma d'altra parte, considerando che devono pagare uno stipendio e i contributi, la quota posta dal ministero è il minimo che si possa concedere».