San Benedetto crisi alle spalle
Venerdì 13 Maggio 2011, Treviso - La San Benedetto torna a riveder le stelle. Il periodo di riorganizzazione dell'azienda delle acque minerali, iniziato con la crisi economica che bussava alle porte della sede centrale di Scorzè, sembra ormai definitivamente alle spalle. E la buona notizia, che oltre i lavoratori di viale Kennedy riguarda anche le circa 250 persone impiegate nello stabilimento di Padernello (con il reparto progettazione tappi che ne conta da solo una cinquantina) arriva proprio dal sindacato che nei mesi passati aveva spesso portato avanti scioperi e serrate. Ora, però, la burrasca sembra definitivamente alle spalle. «Ha vinto la ragionevolezza della trattativa sul conflitto - annuncia da Roma il segretario generale della Fai-Cisl, Augusto Cianfoni - così nei giorni scorsi i lavoratori (con solamente sette astensioni, ndr) hanno approvato la firma sull'accordo integrativo della San Benedetto di Scorzè e Paese». Un accordo che, dopo la paura dei licenziamenti e le prime ore di cassa integrazione, è visto di buon occhio pure dai vertici della società delle acque minerali. Tra gli argomenti più importanti contenuti nel documento integrativo ci sono quelli legati alla previdenza complementare e al welfare all'interno dell'azienda. A cui si aggiunge un piano che mette in conto nuove assunzioni. Com'è possibile? Grazie alla fuoriuscita di una trentina di lavoratori che negli ultimi tempi hanno lasciato la San Benedetto, sfruttando "scivoli" come l'accompagnamento alla pensione, e creato, di fatto, lo spazio per la riorganizzazione dell'intero sistema produttivo senza arrivare a tagli dolorosi. Le nuove entrate, comunque, non saranno immediate, ma seguiranno il rilancio della società di Scorzè che si prepara a superare il fatturato degli anni precedenti (circa 550 milioni di euro all'anno solamente per quanto riguarda le aziende in Italia, a fronte di un monte investimenti che si aggira sui 360 milioni di euro).
Mauro Favaro