Salvataggio «Grimeca» I lavoratori: sì all'intesa. Da giugno 300 in fabbrica, ora l'ok finale a Roma
Salvataggio «Grimeca» I lavoratori: sì all'intesa. Da giugno 300 in fabbrica, ora l'ok finale a Roma
ROVIGO- «Grimeca» , i lavoratori in assemblea ratificano l'accordo per il passaggio all'azienda padovana «Tmb» e il ritorno in fabbrica a breve di 300 dei circa 800 dipendenti. E il tavolo della discussione per l'intesa finale si sposta oggi a Roma dove, al ministero dello Sviluppo economico, si firmerà anche il protocollo d'intesa che definirà il Polesine come area da reindustrializzare, col conseguente accesso a contributi ad hoc. Assente la Provincia di Rovigo che imputa ciò a una serie di forzature tecniche da parte della Regione, oltre a contestare una volontà politica che tende a una marginalizzazione del Consorzio per lo sviluppo (Consvipo). «Riteniamo l'accordo fondamentale -premette la presidente Tiziana Virgili -ma nel territorio ci sono già strumenti importanti di coordinamento tra le parti sociali, come l'"Intesa programmatica d'area"e il "Tavolo dell'economia", dove siedono tutti gli attori, comprese le banche. È negativa anche l'esclusione del Consvipo, protagonista fondamentale e che, sulla vertenza "Grimeca", si è preso carico di anticipare gli stipendi ai lavoratori nei momenti di maggiore difficoltà, con gli amministratori che si sono assunti il rischio in prima persona pur di sostenere gli operai» . C'è poi l'aspetto dei tempi. «Il 18 aprile avevamo presentato le nostre osservazioni alla prima bozza -prosegue Virgili -poi il 22 successivo, la Regione ci ha comunicato che c'era tempo fino al 29 per ulteriori integrazioni. Però il 27 il documento era già stato inviato a Roma. Senza dimenticare che io, come amministratore, non sono autorizzata a firmare alcunché finché non si è pronunciato il consiglio provinciale» . Invece hanno votato largamente in modo positivo i lavoratori della «Grimeca» -l'azienda metalmeccanica che produce componentistica per moto e scooter -riuniti ieri in assemblea per discutere della bozza unitaria di accordo in vista della sigla con «Tmb» , l'azienda padovana che intende rilevare il polo dell'alluminio di Ceregnano. «Pochissime le voci contrarie -spiega Mirco Bolognesi, segretario provinciale Uilm-Uil -si è convenuto che questa prospettiva è la sola praticabile» . Dall' 1 giugno, dunque, 300 lavoratori ritorneranno in produzione a pieno regime, mentre per quasi 500 si deve trovare una soluzione alternativa, finché gli ammortizzatori sociali reggono. «È un impegno condiviso e l'appuntamento a Roma sarà molto importante per definire con chiarezza i percorsi tra reimpiego e pensionamenti, fermo restando la necessità di essere rapidi, perché con la sola cassa integrazione non ce la si fa» . Intanto ieri Cna e Cassa di risparmio del Veneto (gruppo Intesa) hanno sottoscritto un accordo per facilitare l'accesso al credito alle piccole ditte artigiane in difficoltà. Le imprese potenzialmente interessate sono oltre 2.800 e impiegano oltre 14.000 addetti, rappresentando così oltre il 15 per cento della forza-lavoro in Polesine. Nicola Chiarini