Safilo, recuperare competitività con efficienza e qualità

LONGARONE Superare questo momento d’empasse lavorando sull’efficienza e sulla qualità dei prodotti e dei cicli produttivi recuperando, così, in competitività. Sono state assemblee molto partecipate quelle di ieri in Safilo dove i sindacati di categoria hanno illustrato la nuova situazione che si creerà con l’addio di Armani dal 2013. Un calo produttivo e di fatturato a due cifre. I lavoratori hanno espresso la loro preoccupazione, «ma hanno partecipato attivamente alla discussione, portando anche osservazioni e spunti importanti, dimostrando di credere in questa azienda», sottolinea Paolo Da Lan della Uilm che aggiunge: «Quella che abbiamo davanti è una fase di passaggio che riusciremo a superare solo se ragioneremo su efficienza e qualità per costruire un percorso meno doloroso di uscita dal problema Armani», conclude Da Lan che annuncia che, al tavolo con l’impresa «esporremo virtù e difetti dello stabilimento e della gestione del lavoro. Ci sarà quindi una forte sinergia coi lavoratori». «Vogliamo che la società ci dica quali soluzioni intende mettere in campo per risolvere questa perdita produttiva», precisa anche Giuseppe Colferai della Filctem Cgil. «Vogliamo un piano industriale serio, rivisto alla luce dall’abbandono di Armani. Vogliamo che vengano messe sul piatto, grazie all’apporto dei lavoratori, gente che opera all’interno dello stabilimento da decenni, le criticità nell’organizzazione e nei metodi di lavoro. Partire da qui per un rilancio dello stabilimento». Sull’importanza di definire fin da subito percorsi condivisi lo ha rilevato anche Mario Siviero, segretario regionale Femca Cisl. «Non resteremo fermi, ma partiremo presto con questo impegno, intanto chiederemo all’azienda un piano industriale nel giro di un paio di mesi». «Crediamo», conclude Siviero, «che la società abbia ancora margini per crescere, a partire dal potenziamento dei marchi propri e migliorando i cicli produttivi. Ma è necessaria una presa di responsabilità dei vertici Safilo che in questo periodo manca, forse perché più impegnati a piangere sul latte versato che a guardare avanti». (p.d.a.)