Sacconi striglia la proprietà di Speedline. Il ministro: «Irritati dall'appello diretto dall'azienda ai lavoratori»
Sacconi striglia la proprietà di Speedline. Il ministro: «Irritati dall'appello diretto dall'azienda ai lavoratori»
S. Maria Di Sala. Parlamentari e ministri, la Speedline diventa a tutti gli effetti un caso nazionale. Ieri giornata campale. In mattinata i sindacati hanno incontrato alcuni parlamentari nella sede della Cisl, in via Ca' Marcello a Mestre.
Presenti tra gli altri Antonio De Poli, per l'Udc, Franca Donaggio e Rodolfo Viola del Pd e alcuni rappresentanti regionali del centrodestra. Dai deputati i sindacati hanno ottenuto l'impegno ad appoggiare la causa di Speedline, presentando un'interpellanza al governo in tempi rapidi. L'obiettivo è chiaro e lo spiega ancora una volta il segretario generale di Fim-Cisl Venezia Gianni Fanecco. «E' necessario trasferire il tavolo direttamente alla Presidenza del Consiglio, come è stato fatto per Alcoa. Il governo deve far sentire la sua voce perché stavolta l'azienda rischia davvero grosso e la controllante Ronal, che continua a disattendere tutti gli impegni presi, va messa spalle al muro».
Nel pomeriggio poi una delegazione di lavoratori dello stabilimento di cerchi in lega è partita in autobus alla volta di Quinto di Treviso, dove in serata ha incontrato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi all'hotel Bhr dove era in programma la presentazione del suo libro scritto con Gianni De Michelis dedicato al futuro politico del Nordest.
I lavoratori della Speedline hanno aspettato Sacconi con la bandiera in mano e il cuore in gola. Il ministro ha promesso che parteciperà al prossimo incontro tra le parti. Gli operai della Speedline se ne sono tornati a casa un po' meno sconfortati ma non del tutto convinti. Sacconi si è espresso in modo molto critico nei confronti della proprietà. «Siamo fortemente preoccupati e, non nascondo, anche un po' irritati per il comunicato aziendale del primo febbraio - dice - che appare molto atipico nelle relazioni industriali».
«Mi riferisco a questa sorta di appello diretto ai lavoratori - spiega Sacconi - per una efficienza che non appare essere nella loro responsabilita', quanto piuttosto dell'azienda in relazione ai suoi mancati investimenti. Abbiamo sottoscritto da poco un accordo che tuttavia quel comunicato sembrerebbe mettere in discussione - aggiunge il ministro - per cui nei prossimi giorni, quando ci incontreremo al ministero dello Sviluppo economico, saremo molto determinati nel voler comprendere quali siano le reali intenzioni di questa compagnia, e chiediamo ad alta voce che essa sia rappresentata al meglio per assumere in forme piu' credibili gli impegni che sono necessari per i percorsi di cig e anche di altro genere richieste alle amministrazioni».
«Confermo che questo governo - conclude Sacconi - non intende mai subire azioni unilaterali da parte di compagnie interne o internazionali». Un riferimento quest'ultimo, che riguarda anche altri casi, come quello dell'Alcoa a Marghera o della Glaxo a Verona, l'ultimo grande caso scoppiato in Veneto. (f.d.g.)