Sacconi: «Via il concordato» No dalla proprietà Grimeca
Sacconi: «Via il concordato» No dalla proprietà Grimeca
«Ora subito il commissario» Difficile vertice sulla crisi
ROVIGO - Grimeca, il vertice romano di ieri chiude ufficialmente l'era Grillini e lascia un colossale punto interrogativo sul futuro dell'azienda metalmeccanica. L'ormai ex proprietà ha rispedito al mittente la richiesta del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, di ritirare la procedura di concordato preventivo, per favorire una ripresa della produzione e agevolare la ricerca di nuovi partner industriali, interessati a rilanciare il polo dell'alluminio a Ceregnano.
«La priorità è fare arrivare subito il commissario e avere un interlocutore serio che sostituisca questo management inaffidabile - attacca Paolo Zanini, Fiom Cgil - prima di questo passaggio ogni mossa sembra essere affrettata». I lavoratori si ritroveranno nel piazzale dello stabilimento per decidere il da farsi. «Bisogna mantenere un profilo di lotta, ma valutare anche una ripresa della produzione - sostiene Giampietro Gregnanin, segretario generale Uil - mantenere le commesse è forse l'unico modo per far rinascere la speranza dopo tutte queste prese in giro. Bisogna che si nomini al più presto il commissario giudiziale e il Ministero deve farsi parte attiva nel trovare nuovi partner per la Grimeca».
Passaggi, però, non scontati come rileva Valeria Cittadin, leader della Cisl polesana: «Mi rendo conto sia un percorso non semplice e sceglieranno le maestranze quali passi percorrere. È importante, comunque, che il ministro Sacconi si sia impegnato per ricercare con costanza un partner industriale credibile».
Critiche durissime al gruppo Grillini, arrivano anche dalla Giunta regionale: «Lavorando insieme al governo - sostiene l'assessore al Lavoro, Elena Donazzan - avevamo interessato alcune banche e ottenere garanzie da committenti come Piaggio che avrebbe mantenuto i propri impegni con Grimeca, anche per tutto il 2011». Per la collega all'Industria, Isi Coppola, «la priorità ora è continuare la produzione per non perdere contatto verso potenziali nuovi investitori». Per parte propria, la parlamentare Emanuela Munerato garantisce che dai banchi della maggioranza terrà alta la guardia: «È duro chiedere ai dipendenti Grimeca un altro sacrificio - sottolinea - non è possibile stabilire ora la tempistica, ma in questo periodo verrà garantito lo stipendio. Prima arriverà il commissario, meglio sarà e vigilerò perché Sacconi mantenga il massimo impegno». E proprio al ministro e al Governo non risparmiano le proprie critiche il consigliere regionale, Graziano Azzalin: «Da parte del governo sarebbe servito e serve ora un impegno più forte. Va sottolineato come gli stessi assessori regionali Donazzan e Coppola abbiano abbandonato stizzite il tavolo rendendosi conto di cosa stava accadendo». Rassegnato il sindaco di Ceregnano, Nadia Ferraresi: «Veniamo a casa sconfitti. Ora sarà davvero molto difficile raddrizzare la situazione». Amareggiato anche il primo cittadino del capoluogo, Fausto Merchiori: «È inaccettabile che la proprietà abbia mancato di correttezza verso i lavoratori e le istituzioni che assieme stavano applicandosi per trovare una soluzione».