Sacconi: Statuto veneto proposta ragionevole

Domenica 29 Agosto 2010, CORTINA D'AMPEZZO - La partita in corso tra Fiat e sindacati per dare nuove regole all'industria dell'auto in Italia si può definire in un «buon accordo quadro» in cui si stabilisce «quanta parte del contratto nazionale può essere derogata, e non in senso peggiorativo». Soprattutto, assicura il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, «vedo un clima costruttivo, non l'ipotesi che Fiat e altre aziende escano dal sistema» confindustriale. Il governo, precisa però il responsabile del Lavoro, «è spettatore del dialogo tra le parti, un dialogo - dice - aperto» ma che, nella sostanza, corre parallelo a quel tavolo permanente aperto al ministero per quel superamento, come chiede l'ad della Fiat, «della contrapposizione ideologica fra capitale e lavoro che da tempo abbiamo affermato di voler sollecitare, promuovere, incoraggiare». L'ottimismo del titolare del Lavoro sul prosieguo della vertenza Fiat andrà verificato nelle prossime settimane. A metà settembre Federmeccanica convocherà i sindacati per trovare una soluzione al nodo posto dalla necessità di raccordare l'accordo di Pomigliano con il contratto nazionale dei metalmeccanici.
Più cauto, invece, il ministro su una delle crisi industriali del Veneto, l'annunciata chiusura dello stabilimento Gatorade di Silea, nel trevigiano: «Situazione non semplice - ha detto - Cercheremo di salvaguardare il più possibile il patrimonio produttivo e occupazionale. Domani cominciamo a lavorare con la Provincia di Treviso».
Sugli sviluppi della situazione politica nazionale il ministro ha sottolineato due aspetti: la priorità «è la riforma della giustizia, non quella del sistema elettorale. Dobbiamo fare ben altro, come decidere su scuola, mercato del lavoro e federalismo. Il grande contributo che la giustizia deve dare alla crescita sociale è la certezza. Parlo di giustizia civile, contabile, del lavoro, amministrativa e penale».
In secondo luogo Sacconi ritiene che, paradossalmente, la ricomposizione dei rapporti nel centrodestra avrà effettivi positivi su quelli con il centrosinistra: «Sono ottimista sul fatto che una parte dell'opposizione sarà più costruttiva di quanto non lo sia stata nella prima parte della legislatura. Oggi ci sono le condizioni per andare avanti e completare il triennio».
Quindi le questioni venete. Tiene banco la proposta di Statuto targata Lega-Pdl. Da Sacconi arriva il via libera. «Mi sembra molto ragionevole, dovrà essere completata soprattutto con la sussidiarietà orizzontale, che è un valore fondamentale per la moderna dimensione dello Stato, delle amministrazioni pubbliche anche di carattere locale». Quanto al principio «prima i veneti», Sacconi ritiene che «non vi sia nulla di rivoluzionario nel fatto che si voglia dar valore alla residenza consolidata nel nostro territorio e quindi al legame che in qualche modo si crea con il territorio. Ho visto impropriamente confrontare questo statuto con quello della Catalogna - ha osservato - Andatevi a leggere quello della Catalogna e scoprirete che è tutta un'altra cosa». Secondo il ministro, infine, con lo Statuto veneto «siamo nell'ambito di un normale Statuto di una Regione italiana che, in una logica sempre più federalista, sottolinea le proprie specificità».
R.I.