Sacconi: «Glaxo, no imposizioni» Giorgetti: allo studio alternative per il centro ricerche
Sacconi: «Glaxo, no imposizioni» Giorgetti: allo studio alternative per il centro ricerche
VERONA. Per la Glaxo che intende chiudere il centro ricerche di Verona con 550 ricercatori a rischio licenziamento, il governo intende aprire un tavolo interministeriale. Lo ha annunciato ieri mattina il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che era a Verona e che ha incontrato il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e alcuni rappresentanti sindacali dell'azienda. «Non accetteremo acriticamente decisioni imposte dall'alto - ha detto Sacconi - un comparto come quello delle neuroscienze non può essere pregiudicato da logiche legate al mero profitto. Anche noi abbiamo degli spazi di reazione - ha aggiunto - siamo determinati a non accettare decisioni unilaterali. È vero che ciascuno ha un proprio ambito di libertà, ma a questa libertà si deve unire la responsabilità. Anche noi abbiamo spazi da esercitare con responsabilità. Valga la regola che stiamo adottando con tutte le compagnie, anche multinazionali: quella di non accettare decisioni unilaterali, non è nella tradizione di questo Paese, non è nella prassi consolidata sul dialogo sociale subire imposizioni dall'alto».
Sacconi, che ha incontrato i vertici dell'azienda, ha spiegato che il tavolo della trattativa sarà composto dai rappresentanti del governo, delle parti sociali e delle istituzioni. «Convocheremo la società» ha detto ancora il ministro. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno inoltre fatto notare che la chiusura del centro ricerche di Verona comporterebbe la perdita di 550 posti di lavoro da ricercatore e almeno duecento posti di chi lavora nell'indotto. Ma in realtà, sottolineano i sindacati, significherebbe la chiusura della Glaxo che conta 2.000 dipendenti totali.
Mentre sulla chiusura, il presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, ha sottolineato che «bisogna dare il tempo a tutti gli interlocutori di confrontarsi». Sull'argomento è intervenuto anche il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti. «L'annuncio dell'intenzione di Glaxo di trasferirsi da Verona è una notizia pesante per i lavoratori e per la città».
«Sicuramente una scelta di tale entità comporterebbe gravi ripercussioni a livello socio-economico per Verona, il Veneto ed il Paese tutto - ha aggiunto Giorgetti -. Per questo è mia intenzione nei prossimi giorni, presente a Verona anche il direttore generale delle Dogane Giuseppe Peleggi, studiare assieme a lui e ai vertici di Glaxosmithkline soluzioni alternative al fine di non dimettere il prezioso patrimonio di persone e strumenti impegnati nel Centro Ricerche, riconvertendo la struttura a simile impiego, tutelando così in primis i circa 600 ricercatori attualmente assunti».
Intanto, i sindacati confederali si dicono «soddisfatti per la risposta tempestiva e immediata del governo in merito al caso Glaxo». «È una questione che compete al governo - ha spiegato Lucia Perina (Uil) - e che va affrontata dal governo senza perdere tempo in tavoli territoriali». «Il caso Glaxo - ha sottolineato Carla Pellegatta, segretario generale della Cgil di Verona - è simbolico a livello nazionale e sta assumendo una valenza europea». «La soddisfazione per la risposta - ha concluso il segretario provinciale Cisl, Massimo Castellani - deve comunque invitare a non abbassare la guardia: questa vicenda riguarda un'eccellenza del Paese».