SINDACATO. Preoccupazione Cisl per l'aumento della Cig in Veneto
Porto: non recuperiamo i posti persi
VENEZIA. Nel primo mese dell'anno le ore di cassa integrazione autorizzate (7,5 mln) aumentano del 17% rispetto al mese precedente. Un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale che è passata dagli 86,5 mln di ore ai poco più di 60 milioni, grazie soprattutto ad una drastica riduzione delle ore di Cig straordinaria: da 43 a 24 milioni di ore.
Per il Veneto si tratta in tutti i casi in un valore che si attesta nella parte più bassa delle quantità mensili autorizzate negli ultimi 27 mesi.
Considerando gli ultimi 5 mesi, il trend delle diverse gestioni è molto diversificato: sostanzialmente stabile per la Cig ordinaria segna invece un consistente calo la gestione straordinaria (dagli 8,4 mln di settembre ai 2,3 di gennaio).
La domanda di Cig delle aziende venete nel primo mese dell'anno si concentra invece nella gestione in deroga che assorbe il 48% delle ore autorizzate (3,6 milioni su un totale autorizzato di 7,5 milioni) ed è in crescita rispetto a dicembre 2010. L'Inps precisa che queste ore di Cig in deroga riguardano in primo luogo l'artigianato (2,4 mln) specie metalmeccanico, poi l'industria (655 mila) ed infine il commercio (545 mila).
«I dati di gennaio - commenta Franca Porto, segretario Cisl del Veneto - dicono che siamo lontani dal recupero del lavoro perso. In tutti i casi stiamo arrivando al redde rationem, almeno per quanto riguarda i posti di lavoro. Gli ammortizzatori per tirare avanti ci sono ma non bastano: serve più crescita e più lavoro (sapendo che tra i due è in corso una dolorosa, ma non irreparabile, separazione). Governo e amministrazioni locali, a partire dalle Regioni, devono fare la loro parte fino in fondo».