SINDACATO. Le proposte della Cgil ai sindaci «Comuni in regia per contrastare insieme la crisi»

SINDACATO. Le proposte della Cgil ai sindaci «Comuni in regia per contrastare insieme la crisi»
Strategia d'insieme con i Comuni in regia per far fronte alla crisi. È un ruolo impegnativo quello affidato dalla Cgil agli enti locali nel documento che dopo le elezioni sarà inviato ai nuovi sindaci, ma anche a quelli già insediati.
«La crisi - sottolinea il sindacato - ha portato finora a 2.767 persone in mobilità, 1.894.164 ore di cassa integrazione ordinaria e 686.686 ore di straordinaria. A dare risposte deve essere l'intero sistema produttivo locale, che deve puntare sulla qualità di prodotto ma anche ambientale, urbanistica e dell'abitare, delle relazioni sociali, dei servizi ai cittadini ed alle imprese, della formazione e delle competenze professionali, del funzionamento delle istituzioni locali e dell'offerta culturale.
Il sindacato identifica quindi due esiti: la scorciatoia, «mantenendo lo stesso modello di sviluppo, con un allentamento dei vincoli ed un arretramento delle tutele» o un salto di qualità, «rafforzando le condizioni favorevoli già presenti e ripensando le premesse che regolano il modello di sviluppo».
In questo lavoro «il Comune ha il compito fondamentale di mettere insieme e coordinare i vari attori locali e le istituzioni di livello superiore, abbracciando un'idea di programmazione strategica dello sviluppo e superando le "autarchie". Oltre agli interventi rivolti alle attività produttive, servono politiche di contesto, di pianificazione territoriale, di infrastrutture materiali e immateriali, di servizi, di tutela dell'ambiente, di sicurezza».
Il mezzo per fare questo diventa un tavolo di crisi, che chieda anche ai livelli istituzionali superiori l'estensione della cassa integrazione straordinaria in deroga e il prolungamento da 52 a 104 settimane nel biennio della cassa integrazione ordinaria; la proroga dei contratti a termine e a progetto, e un piano di progressiva stabilizzazione; la promozione dei contratti di solidarietà e del part-time; la sospensione della Bossi Fini laddove prevede 6 mesi per la ricollocazione lavorativa degli immigrati, pena la perdita del permesso di soggiorno; una riforma universale degli ammortizzatori sociali; l'avvio di piani di riqualificazione professionale per i lavoratori in mobilità.
Per quanto riguarda i settori caratterizzanti del Vicentino, Meccatronica, Concia e Orafo-argentiero, il sindacato propone un lavoro più coordinato tra le aziende, con azioni esterne di stimolo e supporto alle imprese, nel caso dell'orafo in particolare da parte della Fiera.
Per i servizi pubblici locali, invece, la Cgil caldeggia «piani industriali che non abbiano un obiettivo di mercato ma di servizio» e sul capitolo istruzione guarda a un sistema che fornisca gli elementi per apprendere rapidamente e permanentemente nella vita le specializzazioni e un sistema di formazione continua, da implementare nei periodi di sospensione del lavoro.

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