SINDACATO. La rilevazione della Cgil. Il segretario confederale Megale: «Tassare le ricchezze oltre gli 800mila euro». I salari in Veneto al dodicesimo posto in Italia.

SINDACATO. La rilevazione della Cgil. Il segretario confederale Megale: «Tassare le ricchezze oltre gli 800mila euro». I salari in Veneto al dodicesimo posto in Italia.
Viafora: «Un patto tra contribuenti onesti rivolto a istituzioni e imprenditori che rivaluti le retribuzioni»

La ricchezza nel Veneto è mal ripartita e penalizza in particolare il lavoro dipendente. Lo ha denunciato la cgil nel corso della sesta tappa, ieri a Venezia, della campagna per sostenere il progetto di riforma fiscale, in vista dello sciopero generale del 12 marzo.
In testa alle classifiche per livello di opulenza, sostiene la cgil il Veneto è al dodicesimo posto per consistenza dei redditi da lavoro, ultimo tra le regioni del Nord ed superato da Toscana, Lazio, Campania, Sardegna.
Il dato è riferito al 2008, nel 2007 il Veneto era all'undicesimo posto. L'erosione è progressiva, sottolinea la cgil, e risente di un effetto cumulativo che ha portato, anno dopo anno, a un allargamento della forbice tra le categorie sociali e ha determinato per i salari una perdita calcolata in circa 55.000 euro medi in 30 anni.
Da una rilevazione fatta dalla cgil del Veneto che ha comparato l'andamento del Pil, dei redditi da lavoro dipendente e del totale dei redditi tra 2002 e 2007 emerge che nella regione, a fronte di +16,48% di ricchezza, c'è un +12,39 dei redditi da lavoro, meno dell'inflazione che è del 12,5%. I redditi nel complesso salgono del 20,41%, con valori inferiori alla media per le pensioni e con punte molto più alte per le categorie reddituali diverse dai dipendenti.
«Tassare le ricchezze oltre gli 800mila euro, portare l'aliquota sulle rendite finanziarie al 20% e far scendere contestualmente la tassazione sui conti correnti dal 27 al 20%». È quanto propone la cgil insieme al «ripristino, anche per decreto legge, delle norme sulla tracciabilità contro l'evasione fiscale per ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni di 100 euro medi mensili». A farsi portavoce delle proposte della cgil è stato il segretario confederale Agostino Megale.
«Stiamo assistendo, soprattutto in questa fase di difficoltà» ha affermato Emilio Viafora, segretario della cgil del Veneto, «a un forte depauperamento del lavoro dipendente. Se non si interviene rapidamente si accentueranno alcuni di quegli elementi che sono stati alla base della crisi internazionale, generata da una finanziarizzazione spinta dell'economia accompagnata dalla svalorizzazione del lavoro e dalla contestuale sostituzione dell'economia reale con quella del debito. Una migliore redistribuzione del reddito», ha sottlineato Viafora. «oltre ad accrescere la domanda interna rimettendo in moto l'economia, diventa un fattore essenziale di ripresa. Di qui l'invito che rivolgiamo alle istituzioni, ma anche agli imprenditori, industriali ed artigiani in testa, per quello che abbiamo chiamato "un patto tra contribuenti onesti" che punti, anche attraverso la leva fiscale, a rivalutare le retribuzioni e a incentivare le imprese che investono e innovano.
Emilio Viafora, Cgil del Veneto

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