SINDACATO. Incontro di categoria a Vicenza. «La crisi è ancora forte e il tessile è in difficoltà». Mario Siviero nuovo segretario regionale della Femca-Cisl

SINDACATO. Incontro di categoria a Vicenza. «La crisi è ancora forte e il tessile è in difficoltà». Mario Siviero nuovo segretario regionale della Femca-Cisl
VICENZA. «Per affrontare la crisi servono una politica industriale seria, che non si fa da anni, e azioni concrete riguardo al vero "Made in"». È molto chiaro Sergio Gigli, segretario generale di Femca Cisl, che comprende i lavoratori di energia, tessile, moda, chimica e affini, al termine dell'assemblea che ieri ha eletto il vicentino Mario Siviero nuovo segretario regionale al posto di Angelo Levorato. «Nel nostro settore - continua Gigli - non si può parlare di crisi congiunturale, ma strutturale, perché la notevole contrazione dei consumi non è solo di questo periodo, ma deriva da un cambio di mentalità, dovuto all'arrivo di prodotti a basso prezzo a cui la massa si è avvicinata».
E riguardo a chimica ed energia il segretario pone dei dubbi sulle azioni del governo: «Si parla di 12 rigassificatori, mentre ne basterebbero 4 o 5 per non creare una "bolla", come bisognerebbe chiedersi se efettivamente servano 4 centrali nucleari quando stiamo partecipando a livello europeo ad un programma per ridurre i consumi energetici. Infine serve una strategia per il raffinato italiano, la cui eccedenza ora viene spedita in Usa, dove, però, si guarda sempre più ai carburanti alternativi. Chiediamo di ragionare su una politica industriale seria».
E della situazione veneta e vicentina parla anche Siviero. «Nella nostra regione - spiega - non c'è un settore che non abbia risentito della crisi, compreso il chimico farmaceutico, che pur è più ricco. Non è vero che ne stiamo uscendo e nel tessile le perdite sono confermate anche per la prossima stagione, sebbene non ci sia un peggioramento. Questa situazione del settore è testimoniata anche dai 10mila iscritti in meno in Veneto agli enti bilaterali in 5 anni. E bisogna contare che nella concia la crisi si ripercuote anche a livello sociale, vista l'altissima percentuale di stranieri».
A far tenere due settori come plastica e vetro sono invece le massaie: nel primo, infatti, la flessione si registra più nella componentistica per edilizia e automobili, che nell'oggettistica, molto utilizzata in casa, mentre nel secondo una voce di vendita cresciuta è quella dei vasetti per la conserva.
«In questa fase - conclude Siviero - le Pmi devono cambiare strategia. Finita la crisi dovranno essere in grado di competere a livello internazionale e per questo è necessario organizzarsi in filiere».
Maria Elena Bonacini