SINDACATO. Convegno per il 40° dello Statuto dei lavoratori. La Cgil: serve investire in opere che siano utili.
SINDACATO. Convegno per il 40° dello Statuto dei lavoratori. La Cgil: serve investire in opere che siano utili.
Rispetto per i diritti dei lavoratori, protezione per le fasce deboli della popolazione e investimenti sul futuro del paese. Sono le condizioni per superare la crisi poste dalla Cgil, che ieri ha riunito i suoi delegati all'Alfa Hotel in occasione del 40esimo anniversario della nascita dello Statuto dei lavoratori.
Al convegno intitolato "Lo Statuto strappato" hanno partecipato Marina Bergamin ,segretario generale della Cgil di Vicenza, Il senatore del Pd Pietro Mercenaro, già dirigente Cgil, Luigi Agostini, presidente della Fondazione Cespe, Claudio Treves, del dipartimento politiche del lavoro della Cgil nazionale e il segretario henerale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora.
«Avevamo prenotato la sala per 150 persone e ne sono arrivate più del doppio - commenta Marina Bergamin -. Già questo è il segnale che c'è molta attenzione per i diritti dei lavoratori. Lo Statuto nato 40 anni fa ha portato i principi costituzionali all'interno del mondo del lavoro: la libertà di opinione, di assemblea, il diritto di sciopero sono grandi conquiste. Negli ultimi anni però i diritti dei lavoratori si sono indeboliti: il lavoro è trattato come una merce, e questo è inaccettabile in particolare in un periodo di crisi. La precarietà, inoltre, non fa bene ai lavoratori, ma danneggia anche le aziende che con i lavoratori precari non possono avere prospettive».
«La crisi non deve essere scaricata sui giovani e sui precari, come sta avvenendo e non dobrebbe neppure, colpire i diritti dei lavoratori. Inoltre non può essere arginata tagliando servizi essenziali come la sanità - sottolinea Emilio Viafora - Altrimenti, siamo pronti ad una mobilitazione che coinvolga tutto il Paese. Bisogna puntare sulla lotta all'evasione fiscale e al lavoro nero ed è necessario portare la tassazione delle rendite finanziarie e dei patrimoni al livello degli altri Stati europei. Inoltre, chiediamo investimenti sul futuro del paese e non su opere inutili come il ponte di Messina; perché se non si investe sul futuro, l'Italia sarà sempre in una situazione di emergenza».N.R