SINDACATO E VERONA. Bilancio annuale e appello agli imprenditori della segreteria provinciale. La Cgil: «Patto per la crescita»

SINDACATO E VERONA. Bilancio annuale e appello agli imprenditori della segreteria provinciale. La Cgil: «Patto per la crescita»
Il segretario Corso: «Non è un sogno ma un obiettivo realizzabile e poi decisioni concertate sui temi forti»

La Cgil di Verona ha un sogno, che vuole realizzare entro marzo: un patto con gli imprenditori sulla crescita e sullo sviluppo. Esagerati. «No. E non è un sogno, ma un obiettivo che si può realizzare», precisa Michele Corso, segretario provinciale della Cgil. «La proposta è di incontrarci non per fare kermesse, ma per arrivare a risultati concreti. Ognuno con la propria storia, le proprie competenze e obiettivi che per fortuna sono e devono essere diversi, non siamo tutti uguali».
La Cgil veronese chiude i conti del 2010 con 59.743 iscritti, stabili rispetto al 2009, dei quali circa 28mila sono pensionati. «La Cgil raccoglie molti più consensi di quanti non siano gli iscritti quando andiamo al voto per le elezioni delle rsu aziendali», sottolinea Paolo Righetti, uno dei tre segretari che affiancano Corso nella nuova segreteria. Gli altri due sono Lorisa Vaccari, che viene dalla categoria della scuola (lavoratori della conoscenza) e avrà responsabilità organizzative, e Sonia Todesco, funzione pubblica sanità e responsabilità delle zone di San Bonifacio e Legnago. Rispetto al passato un segretario in meno e la responsabilità delle politiche industriali al segretario generale. Le categorie maggiormente rappresentate sono la Fiom e la Fillea: i metalmeccanici e i lavoratori dell'edilizia e del legno, i due settori del manifatturiero più colpiti dalla crisi.
Anche a Verona il metalmeccanico è malconcio ed è inevitabile parlare di Fiom alla luce di quanto sta accadendo con Fiat.
La Cgil è la Fiom. La Fiom è la Cgil. Solo chi non conosce la storia del sindacato o non la vuole imparare può credere che le strade tra i metalmeccanici e il resto del sindacato possano separarsi. Questo non significa che tutto quello che dice Fiom sia vangelo per la Cgil. E viceversa.
A Verona la Fiom in questi due anni non ha i toni nazionali...
Sfido chiunque a dire che la Fiom a Verona non ha avuto senso di responsabilità e in alcuni casi, anche una pazienza oltre il limite. Fiom e la Cgil hanno sempre cercato il dialogo come lo hanno cercato sempre tutti i responsabili dei settori. Il sindacato rivendica questo senso di responsabilità. Le associazioni di categoria ce lo riconoscono, quindi è ora di passare a una fase nuova.
E quale sarebbe?
Serve una discussione tra il sindacato e gli imprenditori per arrivare a definire il quadro della crescita di questa provincia. Ma non solamente con gli imprenditori, anche con le amministrazioni.
Avete la cabina di regia per l'economia.
Non vogliamo più kermesse. Qualche mese fa ci dicevano che ognuno deve fare il suo mestiere. È vero. Chi amministra amministri. Noi però vogliamo discutere, in qualità di rappresentanti dei lavoratori, e credo che anche Cisl e Uil possano essere d'accordo, dello sviluppo della città. Anche su questi temi vogliamo un confronto senza pregiudizi ideologici: serve il traforo? L'intermodalità, la ligistica che ruolo avranno nei prossimi 10 anni per la città, la provincia, la regione. Fiera e Aeroporto sono strumenti formidabili, non solo contenitori dai quali drenare risorse. Di questo vogliamo parlare. Su questi temi chiediamo decisioni concertate perché interessano tutti.giovanni.
Giovanni D'Alessio

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