SINDACATI. Contro le Poste minacce di sciopero

«Niente premio di produttività, 10mila posti di lavoro in meno e la chiusura del 15% degli uffici. Le scelte che Poste Italiane sta prospettando sono allucinanti». Lo afferma Giuseppe Ferrara, Segretario della Slp Cisl di Vicenza, sigla che rappresenta i lavoratori delle poste.
La Cisl, assieme a Uil, Confsal e Ugl, è in conflitto con Poste Italiane a causa del mancato riconoscimento del premio di produttività del 2010, che "alleggerisce" le buste paga dei dipendenti, anche di 1000 euro nel mese di settembre e per una serie di disagi che affliggono i lavoratori dei Sevizi Postali e di Mercato Privati.
«Nonostante il completamento della fase di riorganizzazione dei servizi secondo l'accordo del 2010 - spiega Ferrara - l'azienda continua ad essere inadempiente in merito ai mezzi di trasporto, alle disponibilità immobiliari, alla sicurezza e alla copertura degli organici. Al contrario, sembra prendere decisioni di segno opposto, riducendo i posti di lavoro e chiudendo uffici. Questo non mette in discussione solo i lavoratori, ma anche il servizio ai cittadini». In Provincia di Vicenza, i dipendenti di Poste Italiane sono 1563: «Se questa politica di tagli andrà in porto, le conseguenze saranno pesanti - spiega Ferrara - : Il confronto con l'azienda è iniziato, ma non ci sono segnali di convergenza. Potremmo arrivare allo sciopero».