SINDACATI. Alla “Scm Group” di Thiene è scoppiato il caso dopo le elezioni di fabbrica per il rinnovo dei rappresentanti

La replica della Fim: «Apriamo un confronto. Non si può creare un clima di paura fra dipendenti»

La Fiomminaccia di querelare i componenti della commissione elettorale se sarà esclusa dalla ripartizione dei rappresentanti

 

Nervi tesi nell´ambiente sindacale della Stefani di Thiene, ora Scm Group. La Fim-Cisl alza infatti la voce contro la Fiom-Cgil, dopo che quest´ultima avrebbe minacciato di querela alcuni lavoratori. La Fiom però assicura che si sta muovendo secondo la legge e che si tratta solo di tutela della democrazia aziendale.

Il caso affonda le radici nelle ultime elezioni delle Rsu, ossia della squadra di lavoratori che rappresentano, dentro l´azienda, il loro sindacato di riferimento. Il rinnovo degli incarichi è avvenuto nei giorni scorsi, con la chiamata al voto dei 325 lavoratori dello stabilimento. Un numero che implica, per legge, l´elezione di sei Rsu totali: quattro in base al numero di preferenze ottenute e due da ripartire tra le sigle sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di riferimento.

E qui nasce l´inghippo. La Fim-Cisl sostiene infatti che, dal momento che il contratto del 2009, attualmente in vigore, non è stato sottoscritto dalla Fiom, il ramo metalmeccanico della Cgil non può rientrare nella ripartizione.

La Cgil ribatte che il contratto da considerare è quello del 2008, sottoscritto da tutte le sigle e disdetto prima del tempo solo da Cisl e Uil, e non da Cgil. Dettaglio questo che lo renderebbe, per la Fiom, ancora valido in virtù dell´ultrattività, finché dunque non si troverà un nuovo accordo.

Nelle elezioni la Fim-Cisl si è confermata il sindacato più rappresentativo, con 110 voti totali, seguito dalla Fiom-Cgil, con 82, Uilm-Uil con 38 e Usb con 28. La squadra Rsu al momento prevede dunque due rappresentanti Fim e due Fiom. E su questo nessuno discute. Resta da capire a chi assegnare gli altri due posti. Secondo la Fim spetterebbero a Fim e Uilm, secondo la Fiom, a Fiom e Fim.

La questione va oltre la matematica. La Fiom ha infatti inviato una comunicazione ai sette lavoratori membri della commissione elettorale in cui li diffida ad escluderla dalla ripartizione dei due posti contesi, altrimenti - si legge - si vedrà costretta «ad agire personalmente nei confronti dei responsabili dei danni cagionati alla Fiom Cgil e a mettere in campo tutte le azioni necessarie».

Un fatto inaccettabile secondo il rappresentante di zona della Fim Stefano Chemello.

«Come Cisl siamo soddisfatti del risultato ottenuto, ma questa lettera ci preoccupa molto. Se la Fiom non condivide le regole, si metta ad un tavolo per un confronto, ma non minacci i lavoratori. Stiamo parlando di persone che non hanno fatto altro che mettersi a disposizione dei colleghi come componenti della commissione elettorale, certe pressioni sono intollerabili. Creare un clima di paura non aiuta; non è pensabile che in un momento così delicato per il mondo del lavoro, si sia costretti a guardarsi alle spalle invece di concentrarsi sulle tutele dei lavoratori».

«Non vogliamo minacciare nessuno - replica Michele Gregolin, della Fiom Alto Vicentino - ma se non verranno riconosciute le nostre Rsu è chiaro che dovremmo difendere il voto dei lavoratori, anche per via legale. La Fiom è firmataria del contratto del 2008 e anche di altri contratti nazionali applicati in Scm. Inoltre, in azienda siamo la prima forza sindacale tra gli operai e la seconda tra gli impiegati, non si può ignorare il dato. Prima del voto avevo proposto di eleggere i rappresentanti solo con il metodo diretto, ma l´idea non è stata accolta».

Per capire come finirà, bisogna attendere i prossimi giorni, quando verranno ufficializzati i nomi dei rappresentanti. Domani, intanto, la Fim-Cisl metterà in circolazione un comunicato in cui assicura, nel caso la Fiom non molli, che metterà a disposizione dei dipendenti eventualmente querelati i propri legali.

Alessia Zorzan

Vedi anche...