SANTA MARIA DI SALA Si aprono nuove prospettive per 510 lavoratori. Speedline, l'azienda è salva. Finita la cassa integrazione: i sindacati sono soddisfatti

SANTA MARIA DI SALA Si aprono nuove prospettive per 510 lavoratori. Speedline, l'azienda è salva. Finita la cassa integrazione: i sindacati sono soddisfatti
Martedì 21 Dicembre 2010, Venezia - Speedline di Santa Maria di Sala è salva, almeno per il momento, e la cassa integrazione è finita. Chiuderà la fabbrica di Bergamo, con una sessantina di dipendenti, ma per i 510 lavoratori veneziani ci sono prospettive. La notizia viene direttamente da Roma, dove al ministero dello Sviluppo economico si sono incontrati Yvo Schnarremberger, il presidente di Ronal, la multinazionale svizzera che tre anni fa ha rilevato l'Azienda, i sindacati e l'assessore al Lavoro della Provincia, Paolino D'Anna. C'è ancora un problema grosso come una casa, quello del costo del lavoro che è il più alto in Europa, ma a gennaio si comincerà a discuterne. «Dall'ultimo incontro al Ministero lo scorso maggio, le cose sono migliorate - ha commentato ieri pomeriggio D'Anna -. Ora si tratta di non mollare e di far capire alla proprietà che questa fabbrica può avere un futuro e ha grandi potenzialità». Soddisfatti anche i sindacati. La Fiom-Cgil vuole capire come l'Azienda riuscirà ad aumentare i volumi produttivi e a contenere le perdite. La Fim-Cisl è convinta che si può fare. Entrambi, comunque, sono pronti a far tutto ciò che va fatto per la riorganizzazione della fabbrica, chiaramente senza penalizzazioni sugli stipendi e sui diritti. L'Azienda non ha chiesto alcuna deroga al contratto nazionale, e da gennaio si siederà al tavolo delle trattative, il primo incontro è fissato per il 12 nella sede di Confindustria Venezia, con sindacati, l'assessore D'Anna e la Regione. Si tratta di trovare il modo di ridurre i costi e «siccome i costi fissi sono molto alti, e le perdite per il 2010 sono tra i 10 e gli 11 milioni di euro, ma aumentano nei mesi di magra in concomitanza con le ferie estive, la strada potrebbe essere quella di arrivare al ciclo produttivo continuo e lo scaglionamento delle ferie» ha detto Gianni Fanecco della Cisl. Per il momento sono solo ipotesi che verranno sviscerate negli incontri tra le parti. A fine febbraio tutti si ritroveranno a Roma, al Ministero, e l'Azienda presenterà il piano industriale definitivo per i prossimi anni.

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