Rivoluzione a scuola, contributi in base al merito.Borse di studio legate al rendimento. E dall'anno prossimo tetto del 30% di studenti extracomunitari.

Così premieremo lo sforzo dei ragazzi, che attraverso i buoni voti potranno aiutare le loro famiglie

VENEZIA - Pro memoria per gli studenti e le loro famiglie che se ne stanno beatamente in vacanza: a settembre, quando riprenderanno le lezioni, non sarà più la stessa scuola. Entra in vigore la riforma generale delle superiori, d'accordo, ma anche la Regione Veneto ci ha messo del suo, aggiungendo almeno quattro novità sostanziose: l'erogazione dei contributi scolastici alle famiglie non più soltanto sulla base del reddito ma secondo un criterio di merito legato al rendimento dei ragazzi; l'introduzione generalizzata di un «tetto» massimo del 30% di studenti stranieri per classe (che entrerà a regime, però, con l'anno scolastico 2011-12); la costituzione dei «comitati di ambito» provinciali, che andranno a definire i nuovi percorsi di studio, gli accorpamenti delle scuole, i nuovi indirizzi e per la prima volta vedranno la presenza anche del mondo del lavoro (rappresentanti del sindacato e delle organizzazioni di categoria); infine, una deroga alle regole generali per la formazione delle classi nelle scuole di montagna e delle piccole isole, a rischio falcidia per i tagli nel frattempo intervenuti.
In aula Le scuole venete riapriranno a settembre con molte novità
Per le famiglie che devono sostenere le spese per la frequenza scolastica, il trasporto, la mensa e via elencando, c'è a disposizione un tesoretto da 5 milioni di euro. Ne usciranno borse di studio da 200 euro ciascuno per gli alunni delle elementari, di 250 euro per quelli delle medie e di 300 per gli studenti delle superiori. Ma poiché le risorse in cassa non sono infinite, ecco che la selezione avverrà per meriti acquisiti.
Rimane un criterio legato al reddito massimo (che la Regione ha innalzato dai 10 mila euro Isee previsti dallo Stato a 12.405), però viene introdotto «un incentivo alla meritocrazia», secondo la definizione dell'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan. Nella sostanza, Elena Donazzan (Pdl) è titolare delle deleghe all'Istruzione e Formazione nella giunta regionale a parità di reddito verrà data priorità a quegli studenti che hanno ottenuto buoni risultati scolastici. Questo è il dettaglio: per le elementari (a esclusione della prima, naturalmente) e le medie si richiede almeno la media dell'8; per le superiori quella del 7 o i 70/100. «Così premieremo lo sforzo dei ragazzi - sottolinea Donazzan - che attraverso i buoni voti potranno aiutare le loro famiglie». Alle borse di studio avranno diritto anche gli studenti extracomunitari, purché in possesso di un permesso di soggiorno valido.
Il tetto
A proposito di studenti extracomunitari. Dopo gli esperimenti pilota condotti ad Arzignano e Vicenza, due comuni ad alta densità di immigrazione, e la superiore benedizione arrivata con nota del ministero dell'Istruzione, le classi che si formeranno con le prossime preiscrizioni per l'anno 2011-2012 vedranno l'applicazione, in tutte le scuole venete di ogni ordine e grado, del tetto del 30% di extracomunitari. «In questo il Veneto ha fatto da apripista - ricorda l'assessore Donazzan -: il tetto massimo si è dimostrato uno strumento che favorisce l'integrazione e garantisce buoni risultati didattici».
Nel filone si innesta un secondo provvedimento della giunta regionale, che ha stanziato un milione di euro per favorire l'alfabetizzazione degli alunni stranieri attraverso l'insegnamento intensivo dell'italiano. Molti figli di immigrati, infatti, non sono nati in Italia e hanno bisogno di padroneggiare lo strumento base - la lingua italiana, appunto - per inserirsi nel percorso scolastico. Parte della somma verrà destinata anche a pagare una quota dello stipendio degli insegnanti di sostegno per gli studenti disabili: in epoca di pesanti tagli ministeriali, un po' di soldi ce li mette la Regione.

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