Riviera, il calzaturiero tiene. Bilancio 2009 dei sindacati: aziende pronte a cogliere la ripresa
STRA. Il settore calzaturiero tiene, male invece il tessile. Per la filiera della scarpa nella Riviera del Brenta nel 2009 si sono contate 400 persone in cassaintegrazione, 100 hanno perso il posto di lavoro fra licenziamenti e mancati rinnovi di contratti termine, mentre le aziende che hanno chiuso complessivamente i battenti fra tessile e calzaturiero sono state una quindicina.
A stilare questo bilancio 2009 sono Massimo Meneghetti segretario provinciale della Femca Cisl e Cristina Gregolin referente di zona (Riviera e Miranese) della stessa sigla sindacale. «Il settore del calzaturiero - spiega Meneghetti - sta soffrendo la crisi, ma sostanzialmente nel 2009 ha tenuto. Su 9000 dipendenti circa della filiera, sono stati messi in cassa integrazione in deroga per 180 giorni, 400 persone che fanno riferimento soprattutto a piccole aziende conto terziste che hanno meno di 15 dipendenti. Le medie e grandi aziende della zona hanno tenuto di fronte alla crisi, tagliando di fatto gli «appalti» per la realizzazione delle scarpe e internalizzando il lavoro. Abbiamo avuto sempre fra le piccole aziende una cinquantina di licenziamenti mentre, un'altra cinquantina di dipendenti a tempo determinato non ha avuto il rinnovo del contratto e sono quasi tutti giovani». Ora i 400 cassintegrati sono tecnicamente in sospensione dal primo gennaio, (una formula di ammortizzazione sociale pagata da Inps e Ebav) per ritornare in cassaintegrazione se ce ne sarà ancora bisogno al primo marzo. «Il calzaturiero della Riviera ha tutti gli strumenti per superare la crisi - dice Menghetti - ed è importante che da marzo con le prime esposizioni internazionali sia in grado di intercettarla, visto che ha a che fare con mercati finalmente in espansione come Usa e Cina, e le opportunità non mancheranno». Resta a frenare l'occupazione regolare per i sindacati, la presenza importante e nociva del lavoro nero (gestita soprattutto da cinesi), che però grazie ad un recente accordo con Acrib dovrebbe essere tenuta più sotto controllo nel 2010. Un settore invece in cui non si vede ad ora, uno spiraglio di luce è quello del tessile. «Ci sono nell'area della Riviera e del Miranese una trentina di aziende - spiega Cristina Gregolin - e qui i licenziati sono stati una sessantina su 500 dipendenti, i cassintegrati un centinaio. A soffrire maggiormente sono i maglifici del miranese e in particolar modo alcune aziende importanti a Santa Maria di Sala».
(Alessandro Abbadir) /